I comuni maggiormente colpiti dal ciclone, nella riviera jonica, sono stati S.Alessio Siculo, S.Teresa di Riva e Furci Siculo, con lungomari ridotti a poltiglie per l’irruenza di onde tempestose, che hanno spezzato e maciullato i lungomari, sbarramenti in cemento e barriere soffolte; queste ultime come intervento strategico per la difesa della costa dai marosi. E così per fare le barricate davanti al rifacimento dei lungomari, sono stati piantati sulla sabbia filari di blocchi in cemento, grosse pietre laviche, macigni, tutto ciò sta causando il restringimento della spiaggia, uno dei punti di forza del turismo estivo. Una volta, a mente d’uomo, erano lunghi oltre cinquanta metri gli arenili, adesso a S.Alesso la spiaggia è scomparsa, a Furci e S.Teresa si sarà ridotta a otto metri. Ma perché le onde impetuose colpiscono sempre la costa di Furci, S.Teresa e S.Alessio? Ci ha spiegato un vecchio lupo di mare che dalla punta della Calabra (dove luccica il faro) si dipartono le correnti, che vengono incanalate con più irruenza nel tratto di mare che va dal torrente Pagliara di Roccalumera fino a capo S.Alessio. mentre vengono rallentate negli altri Comuni. Non si spiegherebbe diversamente, considerato che le spiagge di Roccalumera, Nizza di Sicilia e Alì Terme sono rimaste negli anni costantemente
lunghe e immutate. E sarà sempre così, almeno come sostiene l’anziano pescatore. (La foto nel titolo la spiaggia di Furci; centrale S.Alessio Siculo e S.Teresa di Riva).


