Qualcosa sta cambiando, mai tanti cicloni nell’arco di quattro settimane hanno aggredito la Sicilia e in modo particolare la provincia di Messina, dal versante tirrenico a quello jonico. Si va dal ciclone “Harry”, la tempesta del secolo, il primo che ha devastato i Comuni della riviera jonica (Scaletta, Itala, Alì Terme, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Furci Siculo, S.Teresa di Riva, Sant’Alessio Siculo, Letojanni, Giardini e Taormina), poi è susseguito “Harry Bis” per un flebile ritorno con venti di burrasca e raffiche di mare in tempesta; quindi il ciclone Ulrike con violente mareggiate sulla Calabria e sul basso Tirreno. Infine, tra qualche giorno, arriverà anche il ciclone “San Valentino” con piogge diffuse, vento fortissimo e un calo termico netto. In ogni attacco del mare, con assalti violenti alimentati dal Maestrale e Ponente, sono state scritte pagine di terrore e di rovine, con danni a strutture pubbliche e crolli di impianti privati. I cicloni fanno sempre paura, anche per le forti ripercussioni sulle famiglie e sulle attività commerciali. Si tratta di eventi eccezionali che si verificano ogni 50 anni e che stranamente in Sicilia, a Messina e nei Comuni della riviera jonica, si sono presentati, in forma diversa, in quattro settimane.


