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domenica, Gennaio 18, 2026
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La Casa della Comunità di Roccalumera un mini ospedale al servizio dei cittadini. Entrerà in funzione a marzo

Sono stati consegnati i lavori della nuova Casa della Comunità, in via Sciglio, negli ex locali della guardia medica. Una struttura molto importante per i cittadini di Roccalumera ed anche per le comunità del comprensorio, non solo per il ritorno della guardia medica ma anche per tanti altri servizi di assistenza offerti agli anziani, ai bambini, ai cittadini fragili o a chi soffre di altre patologie. Il sindaco di Roccalumera, Giuseppe Lombardo, che ha seguito con attenzione e professionalità l’iter relativo alla nuova Casa della Comunità, spiega l’importanza della struttura che “prevede, l’assistenza medica – come quella fornita dal medico di base o dal pediatra di libera scelta – 7 giorni su 7, h24. Ciò significa che se un cittadino avrà bisogno di assistenza medica di base e lo studio del proprio medico sarà chiuso, nella Casa della Salute potrà trovare sempre assistenza, anche in giorni e orari in cui di norma non è attiva la Guardia medica. Sono però ancora da definire quali servizi nella pratica dovranno essere garantiti e come si integreranno con gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri (che non spariranno affatto, ma che in alcuni casi potranno essere addirittura ospitati all’interno dei locali delle Case della Comunità). La grande maggioranza della case della comunità (definite “Hub”) fornirà questo servizio di assistenza primaria tutti i giorni della settimana e a tutte le ore, mentre una minoranza, definite “spoke”, offriranno questo servizio solo dal lunedì al sabato, nell’arco delle 12 ore diurne.

Assistenza infermieristica 7 giorni su 7, h12. Anche in questo caso, l’accesso al servizio nella pratica va ancora dettagliato, ma l’accesso avverrà perlopiù su richiesta diretta dei medici e pediatri di base, quantomeno nell’orario di servizio. A differenza delle case “hub” che forniranno questo servizio tutti i giorni a tutte le ore, le case “spoke” non daranno il servizio alla domenica.

Il servizio di assistenza domiciliare, che nella Casa della Comunità trova il suo punto di riferimento organizzativo sia per la popolazione, sia per i professionisti sanitari che la forniscono e che secondo uno degli obiettivi del PNRR dovrà essere potenziata in tutte le Regioni.

Il servizio di Guardia medica, o più precisamente di continuità assistenziale, cioè il servizio serale e notturno che si attiva negli orari e nei giorni in cui gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di libera scelta sono chiusi. Questo servizio non sarà presente in tutte le case della comunità, ma solo in quelle definite “hub” che saranno la maggioranza.

Servizi ambulatoriali specialistici per malattie ad elevata diffusione (cardiache, respiratorie, diabete, ecc.) a cui si accederà sia dietro richiesta dei medici e pediatri curanti, sia in occasione di iniziative sanitarie organizzate dalle Asl. E lo stesso vale peri servizi diagnostici per i malati cronici, che saranno resi possibili dalla disponibilità di apparecchiature diagnostiche di base, come l’ecografo, l’elettrocardiografo, il retinografo, l’OCT, lo spirometro, ecc.

E ancora: un punto prelievi, per le analisi di laboratorio; un CUP, cioè uno sportello per le prenotazioni di visite, esami e trattamenti; e il PUA, cioè un punto unico di accesso, per l’accoglienza e l’orientamento ai servizi della struttura, dedicato soprattutto ai cittadini più fragili. Nelle Case della Comunità saranno organizzati e forniti gli altri classici servizi già erogati dalle Asl: dai Centri Vaccinali ai Consultori Familiari; dai servizi per la salute mentale a quelli per le dipendenze patologiche; la neuropsichiatria infantile e per l’adolescenza; la medicina dello sport; i Programmi di screening oncologico, ecc. Non saranno però presenti in tutte le Case, ma dipenderanno dall’organizzazione territoriale dei servizi sanitari. Sempre nella Casa della Comunità è prevista l’integrazione con i servizi sociali”. La struttura sanitaria sarà inaugurata a marzo. (nelle foto la struttura sanitaria com’era prima e com’è adesso)

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