È stato revocato il finanziamento da 995mila euro per il Centro Servizi Territoriali, struttura costituita nel 2010 da 39 comuni (S. Alessio Siculo capofila), per lo sviluppo di un progetto inteso per l’informatizzazione della pubblica amministrazione. I servizi per abbattere le barriere tecnologiche non sono mai partiti, anzi c’è il rischio di risvolti penali. Infatti è stata aperta un’inchiesta e, nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza si è recata nel municipio alessese per svolgere delle indagini. Sull’argomento è intervenuto con una nota il consigliere di opposizione Giuseppe Bartorilla:
“Con riferimento alla revoca del finanziamento, pari ad euro 995.000,00, del CST (Centro Servizi Territoriali), ad opera della competente autorità regionale, sulla base delle gravi irregolarità e delle palesi violazioni delle norme in materia di appalti pubblici, accertate dall’ANAC e dalla Corte dei Conti, il sottoscritto, dopo aver presentato, nei mesi di agosto e settembre 2020, n. 2 diffide nei riguardi dell’amministrazione comunale alessesse, con le quali intimava la immediata rimozione di gravissime violazioni di legge, poste in essere, da ultimo, dal Sindaco e dalla Giunta Comunale, in data 08.04.2021 veniva messo conoscenza, tramite lettera del segretario comunale, dell’esistenza di una richiesta di accesso agli atti presentata dal Sig. Andrea Ceccio, al fine di poter, eventualmente controdedurre.
Si premette che l’art. 22 della legge 241 del 1990, rubricato “Definizione e Principi in materia di accesso”, recepito integralmente in Sicilia con L.R. n. 7/2019, recita testualmente:
“Ai fini del presente capo si intende:
a) per “diritto di accesso”, il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi;
b) per “interessati”, tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso;
c) per “controinteressati”, tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall’esercizio dell’accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza…..”
Ciò premesso, non si comprendono le ragioni in fatto ed in diritto per le quali il Segretario Comunale, di concerto con il Sindaco, con riferimento all’istanza di accesso agli atti avanzata dal signor Andrea Ceccio, qualifichino il sottoscritto come soggetto controinteressato.
A tal proposito, si ricorda che le proprie note prot. n. 5564 del 05.08.2020 e prot. n. 6890 del 28.09.2020, di cui il Ceccio chiede l’ostensione, sono espressione, esclusivamente, di quei poteri di indirizzo e controllo politico ed amministrativo posti in essere dal sottoscritto nella qualità di consigliere comunale, nell’interesse del Comune e dei cittadini ed a tutela del sacrosanto principio costituzionale del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa ex art. 97 della Costituzione.
Non sussiste dubbio alcuno, sul fatto che i Consiglieri Comunali, i Sindaci e gli Assessori Comunali, debbano espletare il loro mandato nell’esclusivo interesse del Comune, a prescinde dal descritto contradditorio documentate, non ascrivibile all’espletamento delle funzioni pubbliche di cui trattasi.
Di contro, si prende atto, con rammarico, che le sopracitate proprie note, indirizzate esclusivamente agli organi ed agli uffici comunali, ad oggi, non abbiano avuto alcun concreto riscontro.
Infatti, l’amministrazione comunale alessese, fra l’altro, non tenendo minimamente conto dei rilievi e dei gravi illeciti professionali posti in essere dall’appaltatrice ed accertati dalla Corte dei Conti per la Sicilia, dall’Anac, dalla Regione Siciliana e dallo stesso Comune di S. Alessio Siculo, per come già analiticamente segnalato, nel dicembre 2019 si è limitata a rinnovare/prorogare, arbitrariamente, allo stesso operatore economico gravemente inadempiente, la gestione del CST MESSENIA, per anni uno, in forma diretta e con deliberazione di un organo non avente potere gestionale, la Giunta Comunale, previa proposta del Sindaco, rimanendo, per il resto, assolutamente inerte ed ignorando, in alcuni casi eludendo, le prescrizioni delle autorità amministrative menzionate.
Ad oggi, Sindaco e Segretario Comunale, si sono preoccupati di comunicare allo scrivente l’esistenza della richiesta di accesso agli atti di cui sopra, avvalendosi, impropriamente, dell’istituto giuridico del contradditorio procedimentale de quo, palesemente inapplicabile.
Di contro, non si hanno notizie in merito all’iniziazione della doverosa azione di rivalsa a carico dei responsabili della perdita del finanziamento del CST MESSENIA o dell’eventuale “chiamata in garanzia”.
Non è dato sapere, infine, se l’amministrazione comunale intenda costituirsi parte civile, qualora la vicenda di cui trattasi abbia degli sbocchi processuali di natura penale.
Quanto sopra, a tutela degli interessi del Comune di S. Alessio, quest’ultimo volutamente spogliato, negli anni, della relativa gestione amministrativa, con particolare riferimento alla fase di redazione del bando, alla fase di espletamento della gara d’appalto, cui ha partecipato n. 1 operatore economico, ed alla realizzazione/non realizzazione dei servizi progettati, finanziati ed interamente pagati.
Il tutto, mediante produzione di atti amministrativi illegittimi, per come accertato dall’ANAC e Corte dei Conti.
Il sottoscritto si riserva, infine, di comunicare i superiori fatti, a dir poco inquietanti, senza timore e senza alcuna reticenza, a seguito di ulteriori approfondite valutazioni, alle autorità preposte”.


