Furci Siculo – Ci sono famiglie che non riescono più a comprare il pane per metterlo a tavola; ci sono famiglie che non riescono più a sfamare i loro figlioli. Il grido di dolore arriva dai quindici operai che hanno preso parte all’ultimo cantiere di lavoro e che da due mesi aspettano l’ultima trance dei pagamenti. “Ho chiesto spiegazioni al Comune – ha dichiarato uno di loro – e mi è stato detto che la colpa è della Regione. Ma come si fa a vivere, non abbiamo più soldi”. E poi ha continuato: “Mio fratello, come ho spiegato al sindaco, è diabetico, asmatico e intollerante alimentare per cui questi soldi che ci devono dare per aver partecipato al cantiere si lavoro, potrebbero farci sopravvivere ancora per un poco”. Si è fermato, ha preso respiro e poi ha continuato: “Non abbiamo neanche il pane per mangiare, né latte, né pasta, con questa pandemia siamo stati abbandonati da tutti. Ma almeno dateci i sodi che ci spettano”. Il sindaco Matteo Francilia ha subito precisato “E’ vero quanto sostengono i quindici opera del cantiere ma è anche vero che la Regione non ci ha mandato ancora i soldi e che il Comune ha anticipato i primi due mesi attingendo dal proprio bilancio comunale. E faremo anche così con la terza trance, che pagheremo regolarmente il prossimo 26 aprile, sempre con somme anticipate dal Comune”. Certamente non è stato facile per l’amministrazione Francilia trovare tra i propri capitoli di bilancio le somme necessarie per pagare i tre mesi di cantiere ai quindici operai, in attesa che la Regione saldi il conto. Due mesi sono stati anticipati, il terzo tra dodici giorni, per la felicità di queste poche famiglie che stanno lottando per sopravvivere dall’aggressione della pandemia. Il sindaco ha pure precisato che i Servizi Sociali del Comune non hanno fatto mai mancare il pane sulla tavola di quelle famiglie che combattono per sopravvivere e che sono 24 ore su 24 sempre a disposizione delle famiglie disagiate.


