Oramai i dati sulla diffusione della pandemia da Covid 19 sono astronomici : basti pensare che in tutto in mondo i morti sono vicinissimi ai due milioni, in Italia ad oltre 85.000
La più grande catastrofe sanitaria da alcuni secoli a questa parte si è abbattuta sul mondo e non accenna a diminuire di intensità: anzi, le varianti ( inglese, brasiliana etc) rischiano di essere più potenti e mortali di quanto lo sia stato finora il virus .
Non vi è dubbio che viene messo in discussione il sacrosanto diritto dell’umanità di avere tutela e riparo da questa epidemia globale, sopratutto nelle nazioni economicamente più deboli e sanitariamente meno tutelate rispetto all’occidente.
La scoperta dei vaccini rappresenta, salvo sorprese spiacevoli in futuro, il rimedio sicuro contro il Covid: non appena vaccinati saremo salvi.
Il problema, dunque, una volta scoperti i vaccini è quello di immunizzare nel più breve tempo possibile le persone mettendole al riparo.
Senonchè scopriamo, con stupore e paura, che i vaccini saranno disponibili per i cittadini europei ( figuriamoci per quelli dei paesi poveri) non prima dell’estate ed il completamento della vaccinazione della popolazione avverrà, se avverrà, non prima di un anno e mezzo.
Ciò significa che i morti per Covid19 in Italia in tale periodo supereranno di gran lunga quota centomila : a chi toccherà morire perché il vaccino gli è giunto in ritardo?
Le autorità italiane, nella migliore tradizione del non fare nulla, hanno dichiarato di volere ricorrere ai giudici per costringere la case farmaceutiche a fornirci i vaccini.
Ammesso che si trovi un Giudice che ordini ai produttori di vaccino di fornircelo non si vede come, concretamente, ciò possa essere fatto: le linee produttive sono quelle e con quelle si deve rifornire tutto il mondo, quindi il risultato sarà pari a zero: i morti aumenteranno come anche i contagiati .
Ingenuamente mi domando: ma se il vaccino prodotto dalle case farmaceutiche ha ricevuto l’approvazione delle autorità sanitarie. mondiali, europee ed italiane, perché non se ne producono miliardi di dosi in pochissimo tempo in modo da vaccinare tutta la popolazione mondiale?.
La risposta, agghiacciante nella sua semplicità, è che i vaccini sono coperti dal brevetto e che li può produrre solamente la casa produttrice.
Abbiamo il rimedio ma esso va distribuito con il contagocce perché c’è il brevetto delle case farmaceutiche e solo loro lo possono distribuire.
Mi sembra una follia avallata da governi asserviti, stavolta si, alle multinazionali del farmaco alle quali non importa nulla della vita o della morte di milioni di persone ma esclusivamente il loro profitto.
Piuttosto che perdere tempo in improbabili azioni legali che non produrranno nulla il nostro governo, e gli altri del mondo, dovrebbero porsi una semplice domanda: la salute dei cittadini è o non è il bene primario ?.
Se la risposta, come penso, sarà sì perché allora non costringere tali multinazionali, anche dietro pagamento di una somma a tiolo di indennizzo, a rinunciare al brevetto e a permettere che, tutti i laboratori del mondo producano tali vaccini immunizzando indistintamente gli abitanti del pianeta?
Altra domanda che desidero porre è la seguente: perché il costo dei vaccini è stato tenuto segreto ed i cittadini non lo possono sapere: in fondo i vaccini vengono pagati con il denaro di tutti ma non abbiamo la possibilità di sapere quanto costano.
Abbiamo diritto ad una risposta chiara ed esauriente?
Mi sento preso in giro e minacciato nella mia sicurezza sanitaria da questi tromboni che piuttosto che porsi la domanda: perché i vaccini non debbono diventare un diritto universale ora e subito, preferiscono alzare una cortina di fumo minacciando azioni legali quando sanno perfettamente che questo è il momento di dimostrare se si è dalla parte dei cittadini o delle multinazionali.
In un mondo normale la risposta sarebbe scontata.
Ai giorni d’oggi no; meglio ricorrere agli azzeccagarbugli che affrontare il problema: troppo rischioso e pericoloso per la carriera politica.
Che Dio ci salvi.
(Gianni MIASI)


