Roccalumera – Il Comune ha emesso delle cartelle “pazze”, pervenute nei giorni scorsi a Santino Metauro, ex titolare della “Gelateria del Carmine”, un avviato bar ubicato sulla centrale via Umberto I, che ha chiuso i battenti nel 2016. Eppure il titolare continua ad essere bersagliato dall’ufficio tributi del Comune per delle spese relative al canone acqua e rifiuti. Due bollette sono state recapitate a Metauro ed entrambe “fuori tempo e fuori luogo” ha dichiarato. La prima è relativa al consumo idrico ed è di 15 euro e si rifà al periodo 1/1/2019 – 1/12/2019. Fa ridere perché, a parte la somma irrisoria, sono quattro anni che l’esercizio è chiuso (dal 2016), eppure è stato invitato a pagare il canone acqua dello scorso anno. Per la tassa relativa ai rifiuti, la cedola di pagamento abbraccia il periodo 2012-2016, (per una grossa somma) ma gli è stata recapita nei giorni scorsi, cioè dopo quattro anni dalla chiusura del bar. Non è la prima volta che Metauro viene bersagliato da cartelle pazze; una volta, dopo aver ricevuto una bolletta Tares di cinquemila euro, ha deciso di bruciarla davanti a tante persone in piazza Municipio. Adesso non vuole fare più eclatanti proteste, però in un documento ha invitato i consiglieri comunali, soprattutto quelli di minoranza, a vigilare sulle tasse che vengono inviate ai cittadini.: “Dal 1999, giorno di inaugurazione del mio locale, ha dichiarato, non mi è giunta nessuna tassa, e si ricordano ora dal Comune, dopo vent’anni, e mi mandano la bolletta di pagamento, per giunta dopo quattro anni dalla chiusura del bar”.


