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S.Teresa di Riva – Crescono le proteste di commercianti ed artigiani. Il consigliere Lucia Sansone attacca di brutto il sindaco Danilo Lo Giudice.

S.Teresa di Riva – A Roccalumera, Furci, S.Alessio e altri paesi i commercianti e artigiani con le saracinesche abbassate per colpa del coronavirus hanno ricevuto i primi incentivi (mille euro). Pochi ma buoni. Pratiche snellite (solo l’autocertificazione) e capitoli impinguati con le somme messe a disposizione per la Festa di Primavera, per le tante manifestazioni d’agosto, per la rinuncia all’indennità, e poi con i proventi derivanti dalla chiusura della mensa scolastica, del mancato trasporto alunni, gasolio ed altri accorgimenti. A S.Teresa di Riva le cose si sono complicate a tal punto che commercianti ed artigiani sono sul piede di guerra. I soldi o vanno a tutti o a nessuno. E poi in molti hanno esclamato: Meglio averli oggi che quando non servono più. Continuando di questo passo saranno molti i commercianti ed artigiani che volteranno le spalle al sindaco, perché si può parlare di amicizia e caffè al bar, ma quando si negano i soldi a chi ha diritto ed ha necessità di riceverli, ed allora subentrano rancore e rabbia. Ed quello che sta succedendo a S.Teresa di Riva per colpa di una mentalità puritana ed inopportuna.

Ne approfittiamo per riportare una riflessione del consigliere comunale Lucia Sansone, che con garbo ed eleganza dà lezione del saggio amministrare, pennellando il sindaco come “u lupu di mala cuscenza …”.

Eccola:

 “Caro sindaco, premesso che non abbiamo mai parlato di variazione di bilancio, ma ci siamo limitati a fare una proposta, senza indicare i modi per attuarla, la cui scelta spetta a chi amministra; il fatto che non sia stato approvato il bilancio di previsione 2020 non è certo colpa della minoranza, non siamo certo noi a doverlo portare in consiglio comunale.

Per completezza e precisione le dico pure che il bilancio c’è, ed è quello 2019-2021 e non avendo approvato il bilancio entro il 31/12/2019 si entra in esercizio provvisorio 2020.

In esercizio provvisorio se vi sono interventi di somma urgenza da finanziare SI POSSONO fare le variazioni di bilancio ai sensi del principio contabile 8.4 allegato 4/2 del D. Lgs. 118/2011 in combinato disposto con l’art. 175 comma 4 del D. Lgs 267/2000

Lei questo lo sa.. ma purtroppo ha un brutto vizio, quello di continuare a prendere in giro i suoi cittadini. O meglio coloro i quali senza andare a fondo nelle questioni le “calano la testa ” credendo alle sue parole, sempre e comunque, mostrandosi sempre pronti a fare discorsi privi di ogni fondamento, solo per dimostrare che sono dalla sua parte, da classici tifosi.

Ad ogni modo… a me non interessa fare sterili polemiche! Io vorrei solo che almeno a livello locale le imprese si sentissero tutte sulle stesso piano.

Le propongo nuovamente una rettifica al bando affinché TUTTE LE ATTIVITÀ CHIUSE DA DPCM possano inserirsi in graduatoria (senza mettere l’inutile paletto dell’ ISEE che poco si addice al momento che stiamo vivendo) ed in seguito a VARIAZIONE BILANCIO o se proprio non le piace a seguito APPROVAZIONE BILANCIO pagare dal 128 posto in poi. Nell’ attesa potrebbe allargare la platea dei beneficiari immediati, anche se di poche decine, attingendo dal fondo di riserva!

In questa direzione che andava letta la nostra proposta!!

Al governo ci siete voi e pertanto le modalità le scegliete voi, ma far passare il messaggio che la nostra proposta non è attuabile no, questo non glielo consentiamo!!!

AH DIMENTICAVO, il fatto da LEI SEMPRE RIMARCATO STERILMENTE che nei comuni vicini le imprese sono molto meno E’ ASSOLUTAMENTE IRRILEVANTE perchè qui le entrate comunali sono NOTEVOLMENTE MAGGIORI.

ERGO, E’ TUTTO IN PROPORZIONE.”

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