SANTA TERESA DI RIVA – La Regione ha autorizzato in questi giorni il Comune di Santa Teresa di Riva a scaricare a mare le acque provenienti dal depuratore consortile di contrada Catalmo. “Si comunica che il Dirigente del Servizio I del Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti dell’Assessorato Regione per l’Energia, Salvatore Anzà, ha concesso al comune di Santa Teresa di Riva l’autorizzazione allo scarico nel Mare Jonio delle acque reflue urbane depurate in uscita dall’impianto di depurazione ubicato nella contrada Catalmo al servizio dei comunidi Santa Teresa di Riva e Savoca”.
Dopo tanto tempo quindi il depuratre di Santa Teresadi Riva è stato autorizzato ad immettere le acque depurate in mare, ponendo fine ad un querelle cominciata due anni fa quando la concessione venne negata perché mancavano le autorizzazioni di legge. Che adesso sono arrivate.
Resta il atto che da due giorni il mare della Riviera Jonica si presenta in pessime condizioni, generando ogni genere di congettura sulla origine di tale inquinamento. I depuratori della Riviera Jonica funzionano perfettamente, come dimostrano le dichiarazioni prodotte dai sindaci in seguiti a controlli e verifiche. La domanda, quindi, è: da dove arrivano questi reflui che solcano il mare? Il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, dopo il rinnovo della autorizzazione allo scarico, a seguito di tutta la documentazione prodotta compresa l’analisi delle acque in entrata e soprattutto in uscita obbligatorie per legge e che vengono fatte mensilmente, appare soddisfatto per il decreto regionale ma preoccupato per l’evolversi della situazione.
“Confermo il fatto che il problema esiste e che va affrontato in maniera seria – ha dichiarato il sindaco Lo Giudice – perché un comune come il nostro che investe centinaia di migliaia di euro all’anno per la manutenzione e gestione dell’impianto di depurazione oltre che per servizi in spiaggia che rendono la nostra comunità un fiore all’occhiello, non può subire tutto ciò”.
Per questo motivo è stato sollecitato l’intervento dell’Arpa affinchè accerti l’origine dei reflui che solcano il mare rendendolo non balneabile in certe ore della giornata. (gi.pu.)


