FURCI SICULO – La riviera jonica del Messinese ha sempre visto nel mare il proprio passato, il presente e il futuro delle nuove generazioni. Per cui a Furci, noto centro marinaro, non poteva non nascere il “Museo del mare, della pesca e delle tradizioni marinare”. E questa moderna struttura, abbellita e arricchita di contenuti, ieri, giornata nazionale dei piccoli musei, è stata presa d’assalto da turisti e vacanzieri, ma soprattutto da tanta gente del posto. A fare da Cicerone i ragazzi dell’Istituto di istruzione superiore “Pugliatti” sede di Furci Siculo, che hanno spiegato i vari arnesi usati dai pescatori locali ed ora selezionati e messi in evidenza nelle varie stanze del Museo. E ci sono le reti, parti di alcune imbarcazioni, “a bilanza” e poi remi, timoni, ancore e tanti oggetti ancora. La Struttura, unica nel comprensorio, è ubicata all’interno del Centro diurno, sulla circonvallazione ed è aperta giornalmente dai ragazzi del Servizio civico. Da qualche tempo il Museo del mare è stato intitolato a Franco Ruggeri, poeta e scrittore di tradizioni marinare, deceduto anni addietro, che ha dedicato intere pagine a quest’opera. La struttura, messa su con tanti sacrifici dalle amministrazioni comunali che si sono susseguite in questi ultimi anni, adesso è gestita dalla sede comprensoriale dell’Area Jonica dell’Archeoclub d’Italia che si è attivata per farla diventare punto di incontro e dibattito per tutti coloro che amano il mare e le sue tradizioni. Il Museo di Furci è stato impiantato anche per capire e scoprire l’antico mestiere del pescatore, ma soprattutto per farlo diventare luogo didattico per i più giovani, che hanno così la possibilità di imparare e capire cosa riserva il mare.


