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Torrente Agrò, pozzi in pericolo

SANTA TERESA DI RIVA – Il prelievo di sabbia dall’alveo del torrente Agrò minaccia i pozzi di captazione dell’acquedotto Consonni: i lavori di scavo sono arrivati a circa 30 metri dallo sbarramento e lunedì o martedì lo scempio sarà compiuto. Il proprietario della società che gestisce l’acquedotto, la Sim Consonni, Giuseppe Consonni, lancia un disperato appello affinchè i lavori si fermino e non procedano oltre. “Già sono stati distrutti alcuni pozzi durante il percorso sull’alveo, se procederanno tutto il lavoro andrà in fumo e con esso l’acqua garantita per le nostre campagne” spiega Consonni. Di positivo c’è anche il fatto che per prelevare la sabbia sono state demolite le briglie, da sempre ostacolo allo scorrimento della ghiaia.

L’acquedotto è stato costruito nel 1925 e frniva acqua da irrigazione fino a Sapargonà (zona nord di Santa Teresa) ed il passaggio a livello sulla ss114 (zona Sant’Alessio) con 4400 utenti. Successivamente con l’improverimento delle campagne i 30 pozzi che captano acqa dall’alevo del torrente Agrò sono andati in surplus e i 400 mcubi di acqua perelavata diventarono sempre meno. Fino algli anni ’70 quando con la crisi agrumicola l’acquedotto venne ridimensionato. Tuttavia continua ad esistere. Lo sbarramento sotterraneo all’alveo del torrente Agrò dà acqua per tutti i consorziati, recentemente c’è stato un discorso con l’Amam di messina per trasformare l’acqua in potabile e convertirla al fannisogno dei messinesi. Ma questo è un discorso in itinere.

Però se i 30 pozzi di contrada Baldassarre (Casalvecchio) sulla sponda destra del torrente Agrò vengono distrutti dalle ruspe, ogni discorso è inutile. Lungo il percorso ne sono stati già chiusi una decina in contrada Murazzo (Casalvecchio) per cui l’approvvigionamento arriva solon da contrada Baldassarre. Lunedì p martedì i lavori raggiungeranno lo sbarramento: che succederà? L’impresa appaltatrice dei lavori di prelievo della sabbia (1.550.000 euro l’importo) dice di essere stata autorizzata dal Genio Civile e che le opere saranno salvaguardate. Ma c’è preoccupazione tra gli addetti ai lavori.

Il ripascimento intanto a Sant’Alessio prosegue spedito per rispettare la scadenza del 25 giugno quando i lavori, progettati dall’ing. Giuseppe Garufi e dall’acrh. Claudio Faranna, dovrebbero essere conclusi. (gi.pu.)

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