S.Teresa di Riva – Lettera in redazione, indirizzata al sindaco di S.Teresa Danilo Lo Giudice (nella foto)
“E’ veramente lodevole che la giovane amministrazione di Santa Teresa di Riva si stia adoperando per essere riconosciuta tra i comuni virtuosi d’Italia e si stia impegnando a sistemare le carte per essere in regola con le buone pratiche. Da cittadino che vive in questo paese e vede la realtà dei fatti che accadono mi permetto di suggerire alcune osservazioni per l’edificazione comune in linea con il senso della partecipazione della cittadinanza attiva, pur non ricoprendo alcun ruolo rappresentativo, per evitare il rischio dell’apparenza che non è sostanza. A cominciare dalla raccolta differenziata porta a porta, il fiore all’occhiello della città, sembra che ci sia una tendenza a scendere, se si parla del 65%, e sopraggiunte criticità ancora difficili da affrontare, perchè, a mio modesto parere, la causa è “ab origine” nella mancanza di formazione dei cittadini da educare alla riduzione dei rifiuti ed al cambiamento di stile di consumo, utilizzando scelte amministrative che responsabilizzino soprattutto il commercio, i negozianti ed i ristoratori del paese. La formazione riguarda anche gli operatori di settore che, a livello amministrativo, debbono controllare l’andamento della raccolta con addetti che siano preparati, adeguatamente formati per svolgere il proprio lavoro, senza ricorrere ad esperti che gravano sulla comunità e fanno aumentare le relative tasse, come del resto pare stia avvenendo, senza più ricevere benefici che compensano i sacrifici del cittadino onesto e solerte. La casa dell’acqua, altra opera di prestigio, non è diventata un vero e proprio patrimonio della cultura cittadina perchè non si tratta di un’acqua tanto diversa da quella che arriva nelle case, se pur filtrata, ed ha un costo, se pur minimo, per cui occorrono accorgimenti tali da offrire più punti di distribuzione dell’acqua nel paese e siano di qualità provata oppure si investa nella ristrutturazione della condotta idrica e si renda potabile quella che arriva in casa, abbattendo l’accumulo di plastica. Per quanto riguarda la gestione del territorio è quanto mai rilevante la mancanza di un piano regolatore, da anni promesso e sempre portato alle lunghe dalle varie amministrazioni, che si sono succedute, facendo il bello ed il cattivo tempo del suolo, senza razionalizzazione degli spazi già edificati, senza regole per la bioedilizia, senza cementificazione zero ed il recupero delle aree dismesse, delle frazioni e dei quartieri, senza difesa delle aree verdi residue e del decoro urbano. Inoltre si nota una certa carenza nelle disposizioni in materia di regimentazione e convogliamento delle acque meteoriche e superficiali, che causano impedimenti e pericolo alla stessa circolazione di pedoni e mezzi. Il traffico insostenibile in alcune ore della giornata è poi motivo di inquinamento atmosferico che nuoce alla salute, già a rischio per l’inquinamento elettromagnetico mai risolto da amministrazioni consapevoli del danno ma incapaci di applicare i regolamenti esistenti. C’è da segnalare, purtroppo, anche l’infestazione di blatte, di topi da fogna, di zanzare, di escrementi animali sui marciapiedi, per cui non si prendono mai provvedimenti opportuni per la risoluzione del problema, agendo in maniera preventiva. A questo proposito si suggerisce un aggiornamento degli impiegati pubblici che possono diventare una vera risorsa per gli amministratori, se opportunamente istruiti ed incentivati a far funzionare la macchina amministrativa a vantaggio dei servizi necessari ad un comune virtuoso. Solo così si può venire incontro alle esigenze degli abitanti e dei vacanzieri estivi, al di là della bandiera blu, ottima cosa ma non sufficiente a garantire una qualità decorosa del vivere quotidiano. Sono oltremodo necessari degli interventi mirati a lenire la sofferenza di tante famiglie con problematiche di disagio a più livelli, dei bambini, dei giovani e degli anziani privi di spazi fruibili per stare insieme. Sono da eliminare le barriere architettoniche, ancora esistenti, e da sostenere iniziative culturali e laboratori creativi, forme di cooperazione e di solidarismo sociale per aiutare i più deboli, gli svantaggiati, i senza tetto. La virtù è propria dei politici che sanno guardare avanti, che hanno a cuore il bene della comunità, che mettono in moto le risorse disponibili per migliorare la qualità della vita secondo il criterio dei valori essenziali alla dignità dell’uomo e del cittadino, a cominciare dal luogo che si abita senza lasciarsi sorprendere dal vizio del personalismo, dell’esibizionismo e del conformismo”.
Santo Trimarchi


