FURCI SICULO – La crisi si respira a Furci. Crisi finanziaria, disoccupazione galoppante, povertà in aumento. Ma da qualche mese i cartelli di vendita sulle case sfitte sono cresciuti a dismisura. Sia nella via Cesare Battisti, sul Lungomare, sulla Nazionale, i cartelli con la scritta “vendesi” appiccicati ai balconi di antiche e moderne abitazioni non si contano più. E avantieri questi cartelli sono comparsi pure su alcune case della storica via dell’Arco, meta d’estate di benestanti famiglie catanesi. Anche su queste storiche abitazioni è comparso il cartello “vendesi” o “affittasi” a dimostrazione che anche il turismo va scomparendo a Furci Siculo. Perché ogni estate erano tantissime le famiglie bene del Catanese che trascorrevano le vacanze a Furci, portando anche un po’ di soldi nelle casse comunali, col pagamento delle tasse sulla casa, rifiuti e acqua.
Da qualche anno queste famiglie non vengono più e in aggiunta hanno messo le loro case in vendita, evidentemente non potendo più pagare la seconda casa. Ma la criticità che sta investendo Furci non è solo circoscritta alla vendita degli immobili, perché negli ultimi tre mesi hanno chiuso cinque esercizi commerciali, tra cui un panificio ed un bar. E la chiusura di quest’ultimo ha creato una sorta di malessere in paese, perché era ubicato sulla centrale piazza S.Cuore, meta di locali e di vacanzieri.
“Non ce la facevo più a pagare le tasse – ha spiegato il titolare del Bar L’Orizzonte Santino Metauro – e cioè le molteplici tasse sulla casa, sui rifiuti, sull’occupazione del suolo pubblico e via dicendo. Si lavorava un po’ solo il mese d’agosto, poi buio completo. Come si fa a lavorare in queste condizioni, non ci sono incentivi e nessuno ti aiuta. E insieme a me altre attività commerciali hanno chiuso battenti, perché le spese sono tante”. Necessita l’intervento del Comune o di altri Enti, perché di questo passo il paese perderà quel prestigio incremento turistico accumulato negli anni.


