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Col bonus volumetrico arriveranno 46 posti di lavoro

SANTA TRESA DI RIVA – Non arrivano i 10 milioni di euro preventivati grazie al contributo di vivibilità che gli investitori dovrebbero versare in cambio di un bonus volumetrico  per nuovi insediamenti produttivi. Il contributo sarebbe servito a sostenere gli oneri per la realizzazione della rete fognante e di raccolta delle acque bianche delle quali Santa Teresa di Riva ne è priva e che tanti problemi causa al tessuto urbano.

Sono stati presentate (dopo la riapertura dei termini) 14 proposte di investimento per 5.770.000 euro, dalle quali si prevede di ricavare 46 posti di lavoro e 142 posti letto ma da cui i privati avranno  16.151 metri cubi in deroga (quindi un bonus) ma al comune andranno solo 306mila euro, un “contributo”  Ben lontano dai 10 milioni di euro necessari per completare la rete fognate. Insomma  ci si chiede se il gioco vale la candela a fronte di questa colata di cemento su aree che non sono ancora destinate a insediamenti produttivi (si andrà in deroga con l’approvazione del Prg).

Certamente 46 posti di lavoro in più sono importanti in un tessuto sociale che alla canna del gas e dove il posto di lavoro potrebbe essere oggetto di baratto. In piena bagarre elettorale per le amministrative dell’11 giugno l’argomento non poteva che essere al centro degli interventi degli sfidanti i quali ritengono inappropriato avere proposto l’adozione dello schema di massima del Prg sotto elezioni, mentre l’iter è rimasto fermo per cinque anni. Il Comune ha previsto, infatti,  per il privato la possibilità  di ottenere per la realizzazione di attività produttive l’utilizzo di una maggiore cubatura a fronte del pagamento di un contributo, da corrispondere in aggiunta agli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione,  di 19 euro per metro cubo, che dovrebbero servire per realizzare la fognatura. I numeri prodotti da questa prima prova del nove, ed ufficializzati dalla stessa amministrazione, non danno ragione alle previsioni del Comune. Comunque tutta l’impalcatura ora passa al vaglio dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, che ha già diffidato il comune per la mancata approvazione dello strumento urbanistico. Ma anche questo è il gioco delle parti.

A presentare le “proposte di investimento” sono stati questi 14 imprenditori: Orazio D’Urso (ampliamento di un capannone già adibito ad attività vinicola in via Torrente Savoca, 500 metri cubi tutti in deroga, investimento da 300mila euro, 2 posti di lavoro); Tindaro Salvatore Trimarchi (capannone per trasformazione prodotti agricoli, 360 metri cubi di cui 254 in deroga, investimento da 200mila euro, 2 posti di lavoro); Natalina Di Bella (struttura per attività medico-sanitarie, 640 metri cubi di cui 596 in deroga, investimento da 470mila euro, 8 posti di lavoro); Sebastiano Salimbeni (struttura turistico-ricettiva e aree attrezzate per lo svago e il tempo libero, 3.000 metri cubi di cui 2.550 in deroga, investimento da 600mila euro, 40 posti letto e 5 posti di lavoro); Sebastiano Salimbeni (strutture in acciaio e c.a. e sistemazione aree esterne per attività produttive, 2.475 metri cubi di cui 2.400 in deroga, investimento da 200mila euro, 3 posti di lavoro); Carmela Caterina Cannizzaro (struttura ricettiva-assistenza anziani, 2.000 metri cubi di cui 1.730 in deroga, investimento da 780mila euro, 20 posti letto e 3 posti di lavoro); Mauro Barbuto (struttura ricettiva, 2.000 metri cubi tutti in deroga, investimento da 830mila euro, 25 posti letto e 4 posti di lavoro); Francesco G. Spadaro (struttura ricettiva, 1.500 metri cubi tutti in deroga, investimento da 590mila euro, 20 posti letto e 2 posti di lavoro); Giovanni Puglia (struttura ricettiva, 2.000 metri cubi tutti in deroga, investimento da 640mila euro, 25 posti letto e 3 posti di lavoro); Parifla Sas di Flavia Famulari (ampliamento locali commerciali, 480 metri cubi tutti in deroga, investimento da 160mila euro, 3 posti di lavoro); Alfaro Srl, (ampliamento locali, 540 metri cubi tutti in deroga, investimento da 180mila euro, 3 posti di lavoro); Rita Caterina Spadaro (attività turistico-ricettiva, 779 metri cubi di cui 771 in deroga, investimento da 300mila euro, 12 posti letto, 2 posti di lavoro), Paolo Chillemi (attività produttiva-artigianale, 490 metri cubi di cui 400 in deroga, investimento da 220mila euro, 2 posti di lavoro), Marcello Suni (attività produttiva-artigianale, 600 metri cubi di cui 480 in deroga, investimento da 300mila euro, 2 posti di lavoro). 

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