256 lavoratori ASU in tutta la Sicilia sono stati sospesi in quanto la Regione Sicilia non ha attivato la convenzione con il Ministero del Lavoro il quale per assegnare le risorse vuole che la Regione presenti un piano di stabilizzazione, cosa che il legislatore siciliano non vuol fare. Con nota n 4922 del 07.02 2017 dell’assessorato al Lavoro ha sospeso i lavoratori a fondo nazionale.
Da Giovanni Savoca delegato nazionale del Sindacato USB, riceviamo:
Si continua, al solito, a non discutere di una vera soluzione strutturale al fenomeno del precariato pubblico siciliano. La proposta di emendamento sui lavoratori ASU, sottoscritta da diversi parlamentari e discussa nelle Commissioni in indirizzo e di recente apparsa anche sulla stampa, è palesemente “illegittima”, in contrasto con la legislazione statale vigente di cui all’art 4, comma 8, del Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito con modificazioni, dalla Legge 30 ottobre 2013 n. 125. A tal proposito, si segnala alle SS. LL. , che nell’elenco regionale di cui all’art. 30, comma 1, della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5, “l’elenco alfabetico” sono stati inseriti con disposizione legislativa regionale illegittima i dipendenti precari a termine, già cancellati e decaduti dal regime transitorio dei LSU, ai sensi di quanto dispone l’art 9, del Decreto Legislativo 28 febbraio 2000 n. 81. Si segnala, inoltre, qualora le Commissioni parlamentari non se ne siano ancora accorte, che il listato regionale di cui all’art. 30, comma 1, della Legge Regionale n. 5/2014, non è un elenco pubblico, in quanto non è stato mai reso pubblico, a seguito della pubblicazione in GURS.
- La discussione relativa alla costituzione di una “sezione esuberi Asu”, appare destituita da qualsiasi fondamento giuridico e legislativo, secondo la normativa statale vigente in materia di LSU, già disciplinata illegittimamente dallo stesso articolo 30, della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n. 5 e smi di cui se ne chiede, in questa sede, l’immediata abrogazione.
- Già la stessa Corte dei Conti nella Deliberazione n. 131/2016 sul controllo dei conti della Regione Siciliana afferma “Particolare attenzione, a riguardo, merita l’abrogazione – ad opera dell’art. 30 della legge regionale 28 gennaio 2014 n 5, – di ogni forma di contribuzione in favore del personale precario, e la contemporanea istituzione d un fondo straordinario per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, da ripartire a consuntivo”. La Corte in sostanza afferma che il rischio per gli Enti è quello di avere effetti deleteri per gli equilibri di bilancio, che fanno venir meno fondamentali risorse che proprio per gli stessi equilibri dovrebbero tutelare.
- La palese illegittimità degli artt. 3 e 4 della Legge Regionale 29 dicembre 2016 n 27, in netto contrasto con le disposizioni statali vigenti, che disciplinano le proroghe dei contratti a termine nella Pa, così come ultimamente disposto dall’art. 1, comma 13, del Decreto Legge 30 dicembre 2016 n. 244, è ormai sin troppo evidente. L’eventuale transito sic et simpliticer dei dipendenti precari siciliani alla Resais Spa, provoca ulteriori contrasti con la normativa europea di cui alle Direttive comunitarie n. 104/2008/UE e n. 24/2014/UE e lo stesso Decreto Legislativo 19 agosto 2016 n. 175, in materia di personale di Società partecipate pubbliche. Per non parlare poi dell’aumento considerevole della spesa pubblica, per i costi aggiuntivi della SpA, in violazione del principio di invarianza dei saldi di finanza pubblica. Esistono presentate alla Commissione di merito proposte strutturali per cercare di affrontare il fenomeno del precariato pubblico siciliano.
5. Una delle proposte per la soluzione del problema, è ferma proprio in V Commissione con i Disegni di Legge n 741 e n. 742 del 18 aprile 2014,(copiati dalla Regione Friuli Venezia Giulia) con I’indicazione del ruolo unico regionale ad esaurimento in modo che non accadano più problemi di continuità lavorativa per i dipendenti precari, legati soltanto alla “fortuna” di trovarsi in un Ente anziché in un altro. Si crea nelle tante proposte presentate quindi soltanto discriminazione tra i dipendenti precari identici, ma trattati in maniera differente. La cosa fondamentale è l’abrogazione dell’art 30, la relativa costituzione del fondo ordinario e la stabilizzazione ad invarianza di spesa.
dalla sede di Barcellona Pozzo di Gotto lì, 10 febbraio 2017
F.to Delegato Nazionale USB EE.LL.
Giovanni Savoca


