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domenica, Febbraio 15, 2026
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Omicidio Scipilliti, c’è una nuova pista che porterebbe a Fabrizio Ceccio quale autore del delitto del quale è per ora accusata la sua compagna Fortunata Caminiti

SAVOCA –Omicidio Scipilliti, nuova pista. E se a sparare fosse stato Fabrizio Ceccio, il compagno di Fortunata Caminiti, la quarantasettenne di Mandanici già sottoposta a fermo con l’accusa d’aver ucciso Roberto Scipilliti, il vigile del fuoco trovato morto in una scarpata della strada provinciale agrciola Savoca- Schipilliti – Rina in territorio di Savoca il 14 gennaio? Fabrizio Ceccio, 44 anni, per ora risulta indagato dalla Procura con l’accusa di aver concorso con la donna allo stesso atroce delitto.

La donna, assistita dall’avv. Salvatore Silvestro,  davanti al magistrato ha tenuto la bocca chiusa, avvalendosi della facoltà di non rispondere, intanto si è fatta strada l’ipotesi Ceccio. Il vigile del fuoco  messinese di 55 anni, residente a Roccalumera,  il 5 gennaio scomparve dopo aver parcheggiato l’auto sul lungomare di S. Teresa di Riva, venne poi trovato in fondo al burrone, freddato da un colpo di pistola esplosogli sulla sua nuca. Secondo gli inquirenti l’omicidio sarebbe stato commesso sulla panda gialla noleggiata dalla donna a Catania e sulla quale un inserviente ha rinvenuto nel vano portaoggetti sotto il sedile lato passeggero, una pozza di sangue. Il delitto quindi è stato commesso sull’auto ed il cadavere scaricato a Savoca.

Essendo stata l’auto noleggiata dalla donna, le maggiori responsabilità – secondo gli inquirenti – sono cadute su di lei. E se invece Fortunata Caminiti fosse stata alla guida dell’auto e Fabrizio Ceccio seduto sul sedile posteriore con difronte sul sedile anteriore passeggero Roberto Schipilliti. A freddare il vigile del fuoco potrebbe essere stato quindi il Ceccio. Gli inquirenti non trascurano alcuna pista, ma soprattutto puntano a trovare il movente. Potrebbe essere una questione di soldi.

Il 16 gennaio scorso la coppia Ceccio – Caminiti era sbarcata in auto alla Caronte. Ad attenderli c’erano i carabinieri. Ceccio sfuggiva, infatti, a un’ordinanza di custodia cautelare per associazione finalizzata alle truffe e al riciclaggio di auto rubate. L’arresto in flagranza era scattato per entrambi, per porto d’armi: nella Bmw serie 3 Coupé su cui viaggiavano, c’erano, infatti, due pistole con il colpo in canna e ben 60 proiettili, oltre a documenti falsi e a 4 cellulari. Ma nulla lasciava pensare che fossero legati alla morte del vigile del fuoco. Invece, nei giorni seguenti, l’indagine del nucleo operativo della Compagnia Sud, guidato dal tenente Vincenzo Spataro, ha condotto proprio alla coppia Caminiti-Ceccio, grazie alle riprese delle telecamere ed i collegamenti che i carabinieri hanno fatto.

Anche dai i tabulati telefonici del cellulare di Scipilliti. I tabulati hanno evidenziato varie telefonate intercorse tra il vigile del fuoco e i gestori di schede telefoniche – in parte nomi fittizi, in parte ignare persone – schede, a quanto pare, tutte in uso alla coppia Caminiti-Ceccio. La mappa degli spostamenti in auto sarebbe stata ricostruita tramite l’aggancio delle “celle” corrispondenti alle varie identità telefoniche.

Fortunata Caminiti, originaria di Mandanici, dove nel 2009 è stata anche candidata sindaco, fino a qualche anno fa ha gestito un negozio a Santa Teresa di Riva, sul corso Regina Margherita, proprio davanti alla piazza principale.

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