Da anni il Consorzio Rete Fognante lancia invano molteplici appelli e richieste di aiuto, puntualmente rimaste inascoltate, e la Regione non ha voluto recepire sinora la situazione di evidente gravità che sta interessando il depuratore del primo polo turistico siciliano. Il ritorno delle piogge ha riproposto immediatamente, in modo impietoso, la stessa, identica, situazione di emergenza che si era vissuta nei mesi di dicembre e novembre. Stavolta l’Alcantara ha scavato ulteriormente a ridosso del muro posto a protezione del depuratore e ha anche scavato in prossimità di un palo Enel, che assicura la fornitura elettrica in zona. I rischi di un disastro ambientale si fanno sempre più concreti con il fiume che sta sradicando l’ultima parte di muro rimasto a difesa del Consorzio e che, in pratica, ha già fatto il suo ingresso nell’area consortile.
Si sperava in un intervento della Regione che però non c’è stato e a nulla è servita anche la trasferta di qualche giorno fa a Palermo, alla quale hanno preso parte il sindaco di Giardini, Nello Lo Turco, il presidente del Consorzio, Andrea Raneri, ed il commissario straordinario del Parco Fluviale, Giuseppe Morano. Ora ci si augura che le piogge possano dare una tregua: ma si può ancora continua a dover sperare che sia il cielo a placare la sua ira, anzichè intervenire e porre rimedio al problema? Per sistemare l’argine sinistro dell’Alcantara e provvedere alle opere di risagomatura potevano bastare poche centinaia di migliaia di euro, e adesso più si avanti e più si fanno significativi i danni. Danni che riguarderanno sia la necessaria sistemazione dell’argine sia soprattutto le eventuali conseguenze per il depuratore se verrà a tutti gli effetti invaso dalle acque dell’Alcantara.


