SANTA TERESA DI RIVA – Segregati in casa per colpa delle barriere architettoniche. E per uscire devono chiamare l’ambulanza. E’ quello che accade a due anziani coniugi invalidi inquilini di un alloggio popolare di proprietà dell’Iacp, a Santa Teresa di Riva in via Delle Colline. Un complesso costruito una trentina di anni fa che è nato sotto una cattiva stella. Gli assegnatari per far valere il loro diritto sancito da una graduatoria dovettero occupare gli alloggi aprendo un contenzioso che si è concluso solo qualche anno fa. Ma i due complessi necessitano di tanta manutenzione, non ultimo quello degli scarichi fognari che si intasano ad ogni piè sospinto per via di una pendenza sbagliata. Problema più volte segnalato e mai risolto definitivamente.
Ma oggi vogliamo raccontarvi delle vicissitudini di due coniugi, anziani e invalidi, inquilini di un alloggio al primo piano del complesso A. Non hanno facilità di movimento. La donna è sulla sedia a rotelle, il marito deve muoversi con l’aiuto di due stampelle. Sono anziani e invalidi, più volte hanno scritto all’Iacp chiedendo che venissero create delle rampe di cemento che consentissero di superare i quattro gradini dell’atrio interno e i tre gradini che portano nel piazzale esterno. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Raccomandate, diffide, telefonate, petizioni hanno avuto l’effetto dell’acqua fresca. Tutto è scivolato via senza che i due fossero degnati di una risposta. Ora hanno perso la pazienza (e ne hanno avuta tanta). “Per portare mia moglie ad una visita medica – ci dice il marito, Carmelo Mantarro, un artigiano molto conosciuto in paese – ogni volta dobbiamo chiamare l’ambulanza. Eppure questo non sarebbe necessario se ci facessero una rampa di pochi metri per superare l’handicap dei gradini”. Barriere architettoniche in un palazzo costruito quando la sensibilità di abbatterle non c’era ancora. Ed oggi chi ha una invalidità deve inghiottire amaro. Il signor Carmelo è venuto a raccontarsi la sua storia, ora minaccia di rivolgersi ad un avvocato per citare l’Iacp per questa odiosa omissione. Un po’ di buonsenso non guasterebbe anche perché di solito l’ufficio tecnico ed i vertici dell’Istituto si sono mostrati sensibili alle istanze che vengono dagli inquilini. Evidentemente stavolta le lettere si sono perse … Restiamo, ora, in attesa di una risposta da parte dell’Istituto Autonomo Case Popolari.


