HomeAttualitàI liceali alla scoperta delle Torri di Santa Teresa

I liceali alla scoperta delle Torri di Santa Teresa

SANTA TERESA DI RIVA – Conoscenza, tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione: tutte parole chiave di un progetto dei due licei di Santa Teresa di Riva per le ultime tre torri medievali di avvistamento sopravvissute fino ai nostri giorni: Catalmo, Baglio e Saracena. Saranno al centro di uno studio sul campo che porterà i liceali di S.Teresa e dei paesi vicini a conoscere un patrimonio culturale ancor prima che storico del nostro territorio. Il progetto, coordinato dalle docenti Francesca Gullotta e Maria Grazia Muri, vedrà impegnati gli studenti della IV A del liceo scientifico e della II B del liceo classico. E’ stato presentato questa mattina nell’aula delle conferenze dell’Istituto di Istruzione Superiore “Caminiti – Trimarchi”, che  riunisce i due licei di  Santa Teresa di Riva, con le relazioni  di Salvatore Coglitore, cultore di storia locale; Andrea Donsì del Lions e in  rappresentanza dell’Ordine degli Architetti, Domenico Costa, presidente dell’Archeoclub Area Jonica. Prima ci sono stati i saluti del vicepresidente Carmelo Ucchino, del presidente dell’Unitre di S.Teresa, Santino Albano, del presidente del Lions Club di S.Teresa, Onofrio Chillemi  e del direttore della biblioteca comunale di Santa Teresa, Massimo Caminiti. Il progetto “Le torri che guardano il mare”, realizzato con il contributo dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, alla fine del percorso produrrà una brochure ed un Cd che la scuola metterà a disposizione dell’Assessorato che poi lo distribuirà alle biblioteche regionali. Le visite alle torri cominceranno il 3 maggio dalla Torre Saracena di piazza Madonna del Carmelo. 
Della ventina di torri di avvistamento che esistevano sulla Marina di Savoca a noi ne sono arrivate, nell’odierna Santa Teresa di Riva, appena tre. Due di queste sono in vendita ed a quanto si dice l’amministrazione comunale ne starebbe trattando l’acquisto (ma stamani allo start del progetto non era presente alcun rappresentante dell’ente locale) mentre la terza, appunto la “Saracena” è stata venduta l’anno scorso e sono in corso lavori di restauro (interni). Le altre torri sono ridotte a malpartito e nel corso degli anni hanno subito modifiche e rimaneggiamenti, nonostante il vincolo della soprintendenza. Rappresentano una sconfitta della comunità che poco o nulla ha fatto per sottrarle al degrado e per valorizzarle e renderle fruibili all’interno di un circuito che comprendesse anche i castelli del territorio. Ora non ci resta che sperare nella spinta degli studenti liceali, affinchè si approprino della identità di questo territorio e  valorizzino quegli angoli ancora  poco conosciuti che speculazione, ignoranza, ignavia, rischiano di cancellare. 

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