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Il mare della Riviera Jonica è pulito. Parola di sindaci. Il divieto di balneazione in 5 tratti, ma non c’è inquinamento

SANTA TERESA DI RIVA – Il mare della riviera jonica è pulito e trasparente, lo affermano all’unisono i sindaci dei cinque comuni interessati ed i gestori degli impianti di depurazione, il girono dopo la pubblicazione del decreto con il quale cinque tratti di mare alla foce di altrettanti torrenti vengono dichiarati off limits per la balneazione. La stagione balneare, a sentire loro, non corre alcun pericolo. I divieti di balneazione introdotti dal decreti del dirigente generale dell’assessorato regionale della salute, Ignazio Tozzo, per la stagione balneare 2016 e che riguardano i cinque tratti alle foci dei torrente S. Filippo (Letojanni), Silemi (S.Alessio), Agrò (S.Teresa), Pagliara (Roccalumera), Fiumedinisi (Nizza), sono un atto dovuto e precauzionale. Il divieto di balneazione è stato istituito per la presenza delle immissioni in mare delle condotte.

 

“Nessun inquinamento – spiega Franco Santoro, titolare dell’impresa che gestisce il depuratore consortile di Santa Teresa e Savoca, l’ordinanza è un atto dovuto in presenza di immissione e riguarda la presenza delle condotte sottomarine degli impianti di depurazione. Quindi nel nostro caso come in quello degli altri paesi rivieraschi ,in presenza di condotte di allontanamento dei reflui pur se depurati, le ordinanze che sono state emesse hanno valore cautelativo ed obbligato non certamente perchè è stata riconosciuta la presenza di fattori inquinanti. Per quanto riguarda il 2016 sul sito del Ministero della Salute non ci sono ancora dati utili sulle acque di balneazione perchè la stagione dei campionamenti deve ancora iniziare. Sicuramente i nostri impianti di depurazione non sono il massimo, ma non siamo ancora al disastro”.

 

A dare un contributo sulla bontà delle acque del nostro mare interviene un nostro lettore, Sebastiano Ruggeri, appassionato subacqueo. “E’ infatti conosciuto l’alternarsi nello Stretto di potenti correnti, cosiddette discendenti e montanti, dovute alla quotidiana attrazione lunare. Non solo, il nostro fondale ha una relativa inclinazione fino a 20, 25 metri, per poi precipitare con una scarpata notevole fino ad una profondità di circa 80, 90 metri, continuando con altri sbalzi fino agli abissi. E quando arriva dallo Stretto la corrente discendente, questa è talmente forte che è quasi impossibile contrastarla se non con una barca motore. Pertanto tutto ciò non ancorato che incontra lo trasporta via, compresi oggetti, sostanze, ecc. E non solo verso Sud, in quanto ciò che non galleggia lo trascina pure nella scarpata sottomarina, profonda come farebbe una cascata. Quindi l’inquinamento in queste zone o è sparso dappertutto oppure il problema sono solo i singoli depuratori poiché mal funzionanti. Si provveda allora alla loro sistemazione invece di vietare la balneazione in pochi tratti visto che ciò non ha alcun senso pratico considerato il movimento quotidiano, lineare e contrario, delle correnti”. 

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