PALERMO – Gli ex capogruppo all’Ars, Innocenzo Leontini e Cateno De Luca, hanno scelto il rito abbreviato durante l’udienza preliminare del processo sulla cosiddette spese pazze all’Ars. Tra gli indagati, accusati di peculato e abuso d’ufficio, anche Giulia Adamo, Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola D’Agostino, Nunzio Cappadona, Salvatore Pogliese, Marianna Caronia, Paolo Ruggirello, Livio Marrocco, Cataldo Fiorenza. Il processo è stato rinviato al 8 aprile.
Cateno De Luca è accusato di peculato per avere speso circa 4000 euro dei fondi assegnati al suo gruppo senza giustificazione. Accusa che il supremo ha sempre respinto dichiarando a più riprese di avere chiarito, centesimo per centesimo, le finalità dei soldi spesi.
L’attuale sindaco di Santa Teresa di Riva si dice sereno e tranquillo e ripone la massima fiducia nella magistratura.
E la richiesta del rito abbreviato suffraga questa sua convinzione.
Il Giudizio abbreviato
E’ un rito alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del Pubblico Ministero.
Non verranno – di norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra nella stanza del Giudice).
La richiesta di Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo di reato.
Il processo in abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura speciale.
L’abbreviato – dopo il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del difensore.
Può partecipare anche la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa – deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è “secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.


