SANTA TERESA DI RIVA – Santa Teresa è fuori dall’Unione dei Comuni dallo scorso 1 gennaio: nessun riopensamentom, nessun rammarico. La conferma ufficiale arriva dalla stessa Unione che ha fugato i dubbi espressi dal capogruppo di minoranza Antonio Di Ciuccio il quale aveva lamentato una infrazione nella procedura di recesso di S.Teresa dall’Unione.
A chiudere la querelle gli uffici dell’Unione interpellati per chiarire il dubbio sollevato da Di Ciuccio. L’uscita di Santa Teresa dall’Unione dei comuni delle Valli Joniche è stata ratificata e quindiil comune jonico è ufficialmente fuori. La convocazione per la l’assemblea del 15 febbraio èprossimo quando dovranno essere eletti presidente del consiglio e vice presidente, inviata anche ai due rappresentanti del comune di Santa Teresa (Antonio Di Ciuccio e Camelina Rigano) che aveva alimentato i dubbi di Di Ciuccio, è solo frutto di un errore. Il Comune di Santa Teresa non ha alcuna intenzione di rientrare.
D’altronde il motivo del recesso dall’Unione era stato chiaro: il consorzio ha fallito tutti gli obiettivi e non ci sono stati i risultati che ci si aspettava, per cui S.Teresa ha preferito fare le valigie, non per questo rimanendo isolata dal contesto comprensoriale visto che le iniziative con gli altri comuni sono state comunque portate avanti. Nessun rammarico.
E’ stato anche chiarito che le procedure seguire per il recesso sono state attinenti alle norme statutarie. Nella prima votazione non si era raggiunta la maggioranza qualificata dei 2/3, per cui la proposta è stata sottoposta per altre due volte al vaglio del Consiglio comunale, che l’ha approvata con maggioranza assoluta. Di Ciuccio, capogruppo di minoranza in consiglio comunale, quelle proposte non le ha votate che è ritiene che siano arrivate fuori tempo, giugno e luglio 2014, mentre il limite era il 30 giugno. Il Comune di S.Teresa considera legittimo il proprio operato, l’Unione dei Comuni, secondo quanto hanno comunicato ieri, l’ha ratificato. La querelle sembra chiusa.
Intanto però contionua la bagarre per la decadenza d’ufficio della vice presidente Melina Scarcella. Secondo quanto fanno sapere dall’ufficio di segreteria dell’Unione la sua elezione sarebbe illegittima perché nella votazione non è stato raggiunto il quorum richiesto. Ha ottenuto 8 voti mentre ne occorrevano 13, la maggioranza assoluta.


