HomeAttualitàMigliastro e Intersimone prendono le distanze dall'assessore Gianmarco Lombardo

Migliastro e Intersimone prendono le distanze dall’assessore Gianmarco Lombardo

Giuseppe Miliastro e l’ex consigliere comunale Mimmo Intersimone del coordinamento comunale dei Democratici Riformisti – Sicilia Futura di Santa Teresa di Riva prendono le distanze dal coordinatore Ginmarco Lombardo e dalla sua scelta di entrare nella giunta De Luca. “E’ una decisione presa a titolo assolutamente personale e non di gruppo poiché mai concordata né discussa con la segreteria comunale di appartenenza” scrive Migliastro in un comunicato stampa con il quale ufficializza la sua decisione.

Va però detto che Gianmarco Lombardo aveva già comunicato di avere riunito il direttivo e su 15 componenti solo 2 (appunto Migliastro e Intersimone) avevano dato parere negativo alla sua partecipazione alla giunta di De Luca.

Pur rispettando le scelte di ognuno, ci pare che la stragrande maggioranza abbia condiviso il “passo” del dottor Lombardo.

Va anche ricordato che Lombardo subito dopo essere stato nominato assessore si è autosospeso dall’incarico di segretario organizzativo provinciale del movimento, “per poter svolgere a tempo pieno il ruolo di Assessore che mi é stato affidato e in ultima analisi per la possibilità di presentarmi in giunta quale assessore non politicizzato per meglio curare gli interessi esclusivamente  tecnici del mio comune” aveva scritto nel comunicato di commiato.

Anche se il segretario provinciale dei Dr, Santino Calderone, aveva subito preso le distanze ribadendo  “la totale estraneità politica rispetto alla attuale Governo cittadino” ed, in attesa di riunire il comitato Comunale, ha  nominato quale Commissario della Sede di Santa Teresa il prof. Pippo Lombardo, amico e politico di rango,(e padre di Gianmarco, ndr) che si è sempre contraddistinto per la sua lealtà, onestà intellettuale ed affettuosa vicinanza alla Comunità locale.

 

 

Per quanto riguarda il presunto “tradimento” di Gianmarco Lombardo alla causa di Città Libera di cui era stato indicato assessore nella candidatura Morabito, è doveroso sottolineare che l’esperienza di Città Libera è finita subito dopo le amministrative del 2012 perché anche il gruppo consiliare di opposizione si era liquefatto dopo un paio di mesi.

 

Dal 7 maggio si sta giocando un’altra partita che non ha nulla a che vedere con la precedente esperienza.

 

Per cui Gianmarco Lombardo, libero da ogni legame, ha fatto la propria scelta. Che può essere condivisa o meno, ma che va prima di tutto rispettata.

 

Stesso discorso vale per Santino Veri. Era stato eletto in minoranza nella lista di Morabito. Aveva svolto il suo ruolo di oppositore ma quando ha fiutato che la minoranza di Città Libera si era appiattita su posizioni di immobilismo, ha tagliato i ponti. Da indipendente ha partecipato con maggiore libertà alla gestione della cosa pubblica. Ora si appresta a diventare presidente del consiglio. Voglio vedere se lo voterà anche il residuo gruppo di minoranza di quel che resta di “Città Libera”.

 

Infine consentitemi di dire che non ho mai scritto che Gianmarco e Santino sono passati con De Luca perché nella sua busta paga.

De Luca quando è sotto pressione dà i numeri e mette in bocca agli altri cose mai dette o scritte. 

Tanto di cappello al supremo come direttore della Fenapi, ma non come sindaco che pensa ai dossier piuttosto che mantenere gli impegni con gli elettori e la cittadinanza. 

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