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Rumeno muore all’ospedale San Vincenzo e da 2 mesi attende sepoltura. Il consolato: “ora provveda il comune di Taormina”

TAORMINA – Era un cittadino rumeno, aveva il domicilio nella lontana Falticeni, ma ha trovato la morte in Sicilia, a Taormina, e ora dovrà essere proprio la Città di Taormina a seppellirlo. Il Consolato di Romania a Catania e la direzione sanitaria dell’ospedale “San Vincenzo” hanno scritto, infatti, al sindaco di Taormina, Eligio Giardina che toccherà alla casa municipale jonica provvedere alla tumulazione di un rumeno di 59 anni, deceduto il 22 ottobre scorso al presidio di contrada Sirina. E’ l’epilogo di una delle tante storie di persone dell’Est giunte in Italia per provare a costruirsi una vita migliore: una storia che, in questo caso, non ha avuto un “lieto fine”. Mihai – questo il suo nome -, è stato trovato riverso in strada nel territorio di Fiumefreddo, colto probabilmente da un malore. Venne soccorso dal 118, e fu portato al “San Vincenzo” di Taormina dove poi è morto a seguito di una crisi respiratoria. Dal 22 ottobre, da quasi due mesi ormai, Mihai, si trova posto presso una cella frigorifera della camera mortuaria dell’ospedale di Taormina, in attesa di una decisione su dove verrà sepolto e chi dovrà accollarsi i relativi oneri.

“Il Capo del Consolato – spiega la direzione sanitaria in una nota inviata al primo cittadino di Taormina – ha attestato l’impossibilità materiale da parte dei congiunti di procedere al rimpatrio della salma. Compete al Comune provvedere alla sepoltura della suddetta salma, nell’ambito degli accordi bilaterali tra Italia e Romania”. “La sorella e la madre del defunto – comunica il Capo del Consolato romeno, dott.ssa Carmen Liliana Iacob – non hanno possibilità materiali di rimpatriare il defunto, ed il Comune è pregato ora di procedere al seppellimento della salma sul territorio italiano in virtù degli accordi bilaterali tra i nostri paesi”. Riposerà, quindi a Taormina Mihai, l’uomo di Falticeni che aveva con sé soltanto 2 album fotografici con i ricordi dei familiari, un cellulare, un paio di occhiali e soli 15 euro nel portafoglio.

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