HomeAttualitàIl Natale: Colui che deve venire

Il Natale: Colui che deve venire

In questo tempo è lecito porsi l’interrogativo su “colui che deve venire”, cercare di capire chi sia realmente costui, come possa incidere nella realtà quotidiana, come possa cambiare la storia della nostra vita e del mondo intero. Diventa urgente oggi perché si sta vivendo nella crisi, nella paura, nell’incertezza e si vuole sperimentare un nuovo umanesimo nel volto di Gesù Cristo, che si è incarnato, ha sacrificato se stesso per la salvezza del mondo ed è risorto.

Già i profeti, fin dall’antichità, hanno proclamato una parola di speranza che abita nel cuore dell’uomo, prevedendo la venuta del Messia, il giusto germoglio della radice di Jesse, vero re saggio, liberatore del popolo, portatore del diritto e della giustizia sulla terra, dove regneranno la pace e la misericordia. Si vuole, quindi, scoprire quale nuova identità dell’esistenza bisogna assumere a partire dall’incontro con Cristo, uomo vero, e quale decisione prendere per affidarsi del tutto a Lui, mettendo in pratica la sua parola. In effetti chi segue Cristo, uomo perfetto, diviene pure lui più uomo e non si tratta di operazione di facciata, standosene alla finestra a godersi lo spettacolo del mondo alla deriva, ma di una vera conversione, che comporta:

–         l’abbandono del proprio punto di vista per mettersi dalla parte dei poveri e di chi subisce l’ingiustizia,

–         l’impegno con tutte le proprie forze ed i propri mezzi per la solidarietà.

Dio è presente nella storia proprio nell’umanità e lo dice lo stesso Gesù nel vangelo di Matteo cap. 25, 31 “Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.”

In queste parole si evidenzia come si possa sviluppare al massimo la propria personalità solamente mettendola al servizio di Cristo, in quanto chiamati a diventare liberi e crescere in umanità senza restare vittime di alcuna costrizione o di sottomissione esterne ma con la scelta interiore di far ruotare tutta la propria esistenza attorno a Cristo. La responsabilità della scelta di crescere in umanità da seguace di Cristo tiene lontani dagli idoli predominanti nella società dell’ingiustizia, nelle culture della morte, nelle strutture di dominio, nelle forme di manipolazione. Si diventa capaci di esercitare la volontà umana come dono di Dio che garantisce la pienezza della vita, la liberazione da ogni male, la gioia e la pace.

Nell’attesa di “colui che viene” c’è un desiderio pressante a cambiare vita guardando al volto di Cristo incarnato nell’umiltà dei mendicanti della terra, nella sofferenza degli ammalati , nell’isolamento dei più deboli, nell’esclusione degli svantaggiati, nella fragilità degli stranieri, nella desolazione dei perseguitati, nella spontaneità dei bambini, nella sapienza degli anziani, nella tenerezza delle donne e nella fatica degli uomini di buona volontà. Attraverso questo sguardo dal basso si mette in opera la decisione di camminare alla luce di Dio, di costruire comunità e cooperare nella gratuità dell’amore.

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