HomeAttualitàRiaffiorano i ruderi delle vecchie fosse settiche: ma non erano state demolite?

Riaffiorano i ruderi delle vecchie fosse settiche: ma non erano state demolite?

SANTA TERESA DI RIVA – Riaffiorano sulla spiaggia i ruderi delle vecchie fosse settiche, demolite (si fa per dire) sul finire degli anni ’90 quando finalmente venne costruito il collettore fognario sul Lungomare. Le mareggiate, asportando gran quantità di sabbia, hanno messo a nudo quello che doveva restare “sepolto”, ovvero i resti di quelle 12 fosse settiche per la raccolta dei reflui (che sistematicamente tracimavano sulla spiaggia), quando quello era l’unico metodo (stiamo parlando d un periodo alle soglie del terzo millennio!) per smaltire i reflui fognari di un itero paese. Poi venne costruito il collettore al quale vennero collegati i cunettoni che costruiti per la raccolta delle acque piovane, dagli anni ’60 in poi, con il boom edilizio e con l’acqua corrente nelle case, finirono per accogliere anche acque bianche e nere delle abitazioni. E’ questo il sistema fognante che vige in città, lo hanno definito “misto”, per evitare complicazioni, ma è roba da terzo mondo, basta farsi una passeggiata sul corso o sul lungomare per apprezzare le “delizie” di questo sistema. Volevano costruire lo svincolo, ma c’è un intero paese senza fognature. Forse qualcosa sta cambiando, l’amministrazione De Luca, ha tra le sue priorità il completamento della rete fognante cittadina. Ci vogliono dieci milioni (oltre quelli per un nuovo depuratore), vedremo se son rose…

Ma torniamo al motivo di queste note, i ruderi delle fosse settiche. A più di dieci anni dalla loro demolizione, nessuno se ne ricordava più. Ma il diavolo fa le pentole, non i coperchi, così le mareggiate hanno scoperto l’inghippo. Oggi ci si chiede perché quelle fosse non sono state demolite ed i resti non sono stati trasportati in discarica, come da capitolato d’appalto. Perché? E ci si chiede chi ha firmato il collaudo dei lavori e la loro esecuzione a regola d’arte, come da capitolato di appalto?

Quei ruderi sulla spiaggia, oggi, oltre a rappresentare un periodo poco bello della nostra storia, sono anche pericolose, perché non segnalati, perché qualche bambino potrebbe farsi male, ma soprattutto perché i soldi pubblici vanno spesi con oculatezza. Certo, ormai è passato troppo tempo per potere contestare alcunché, ma è meglio che le cose si sappiano. A questa amministrazione non possiamo che consigliare di rimediare al danno facendo rimuovere (ma rimuovere veramente) quei ruderi che, purtroppo per noi, non sono né greci né romani, altrimenti sarebbero stati motivo di attrazione. 

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