HomeAttualitàNon passa il referendum. Va a votare solo il 18%. I grandi...

Non passa il referendum. Va a votare solo il 18%. I grandi sconfitti Foti, Santoro, Brianni. DICHIARAZIONI di Filippo Brianni e del sindaco Fabio Di Cara.

FORZA D’AGRO’– Non è stato raggiunto il quorum previsto per il referendum tra gli elettori di Forza D’Agrò e Sant’Alessio per la secessione della frazione Scifì da Forza D’Agrò e l’aggregazione a Sant’Alessio. Alle 22 hanno votato complessivamente 463 elettori pari al 18,42%. A S.Alessio 271, a Forza D’Agrò centro 86 a Scifì 106.  Gli elettori aventi diritto erano 2514 e per essere valido il referendum, al di là dei si e dei no, doveva votare il 50% più uno degli aventi diritto, ovvero 1258 elettori. Già alle 19 si era capito che il quorum non sarebbe stato raggiunto perché si erano recati a votare nelle tre sezioni istituite a Forza D’Agrò, Sant’Alessio e Scifì appena 350 elettori, ben distanti dai 1261 richiesti perché il referendum fosse valido. A Forza D’Agrò centro avevano votato 52 elettori, a Scifì 84 e a Sant’Alessio 202. Una astensione massiccia che ha mandato in tilt il referendum. D’altronde alla vigilia la battaglia non era tra i si o i no quanto sull’incognita degli elettori che sarebbero andati a votare. Alla fine ha vinto, come si suol dire, il partito dell’astensionismo, infoltito dai troppi residenti all’estero che non sono venuti a votare. 

La dichiarazione dell’avv. Filippo Brianni:
“E’ stata chiaramente una vittoria di Pirro, vanificata dall’astensionismo, paradossalmente alimentato anche da alcuni amministratori delle due comunità che, per piccoli conteggi di bottega, hanno preferito strozzare il più innovativo ed importante progetto politico avviato nel comprensorio, sfuggendo al confronto ed unendo le loro debolezze argomentative e numeriche alla forza elettorale di astensionisti, nauseati dalla politica, emigranti e residenti “villeggianti”. Tra la gente è anche carente la responsabilità di assumere scelte, in un senso o nell’altro: tutti parlano di cambiamento, ma in pochi nei fatti hanno il coraggio di perseguirlo, mettendoci facce ed impegno. Il progetto di comprensorializzazione delle scelte politiche partito da Scifì deve però continuare, è l’unica strada che può salvare le nostre comunità, e si ricomincerà subito, anche con l’avvio di un dibattito sulla fusione dei comuni, a cominciare da Forza d’Agrò e S. Alessio. Nemmeno per liberare l’Italia bastò la prima guerra di indipendenza. Ma, alla fine, è stata liberata.Si va avanti: abbiamo tenacia e la forza delle nostre idee, che non sono barattabili con posticini e indennità.Inoltre, chiediamo ora all’amministrazione di Forza d’Agrò di farsi immediatamente carico di affrontare e risolvere lei le problematiche relative ai servizi essenziali di Scifì che si sarebbero risolti automaticamente con l’accorpamento”.   

Le dichiarazioni del sindaco avv. Fabio Di Cara

“Non lascia spazio ad interpretazioni il lapidario esito del referendum nella giornata di ieri nei Comuni di Sant’Alessio Siculo e Forza d’Agrò. Solo 467 votanti pari al 18,59% della popolazione si è espresso sull’ipotesi dello scorporo della frazione Scifì dal Comune di Forza d’Agrò e l’accorpamento al Comune di Sant’Alessio Siculo. Ovvia la soddisfazione dell’amministrazione comunale di Forza d’Agrò, che ancora una volta, dal responso delle urne ha ottenuto l’ennesima vittoria e riconferma del corretto operato. Schiacciante anche nella frazione il risultato delle urne. Scifì si sarebbe dovuto aggregare a Sant’Alessio Siculo solo per la volontà di 99 elettori su 295. In pratica solo per la volontà di tre o quattro famiglie che naturalmente sono quelle che politicamente sommano sconfitte elettorali sopra sconfitte. L’originaria idea di scorporo, in questi ultimi tempi era diventata il cavallo di battaglia di soggetti che non sono riusciti in alcun modo ad avere un ruolo nel contesto sociale e politico della cittadina Forzese. I fautori dello scorporo erano soggetti che hanno sempre subito sonore sconfitte nelle amministrative oppure non hanno mai avuto nemmeno il coraggio e la possibilità di proporsi come candidati ai cittadini. Ormai la loro voce è raccolta esclusivamente dai social network ove danno sfogo a tutte la loro rabbia. Per fortuna l’odio che fomentano dentro se stessi non raccoglie nessun consenso e spesso rasenta il ridicolo. Si è scritta la parola fine, ad un idea priva di ogni reale motivazione. A questi soggetti nel mio ruolo di Sindaco di Forza d’Agrò consiglio di dedicarsi ad altre attività e di non sprecare altro tempo. La comunità di Scifi, con la solida vittoria del 2014 ha deciso chi li deve rappresentare e chi deve portare avanti le esigenze della comunità. Vicesindaco, assessore e consiglieri comunali, conoscono bene le esigenze di una comunità e ricevono quotidianamente concrete risposte da parte dell’intera amministrazione comunale. Tutto il resto sono “chiacchiere da bar”. Appare anche singolare l’atteggiamento tenuto da alcuni soggetti politici di Sant’Alessio Siculo, i quali, hanno “cavalcato” il referendum sullo scorporo, per fare della politica locale di infimo livello. Soggetti come il Sig. Santoro Franco e qualche altra “eminenza grigia” locale priva di ruoli politici, infischiandosene della reale problematica di smembramento di un territorio, hanno provato ad anticipare l’inizio della loro campagna elettorale, dichiarando guerra non si comprende bene a chi e spendendo soldi ed energie per sostenere un referendum di cui non ne hanno mai condiviso le idee e gli obiettivi. Da Sindaco che ha vinto molte battaglie elettorali posso solo rilevare che, appaiono soggetti senza futuro politico, in quanto su un elettorato di 1463 votanti, ottenere il consenso di 236 elettori, è un risultato, da “amministratori di condominio” più che da ipotetici amministratori comunali. Parlare di fusione di Comuni, certamente non spetta né ad uno sparuto gruppo di soggetti riuniti in comitato né a soggetti che non godono di alcun consenso. Certamente tale argomento può essere affrontato da amministratori che godono di ampi consensi popolari e possono avviare unitamente ai cittadini possibili idee di sviluppo futuro. In questo momento storico, da Sindaco di Forza d’Agrò, posso dire che, ragionando con un po’ di “fantasia” se di aggregazione si deve parlare questa è proponibile con realtà locali, ove il turismo è già una consolidata realtà. Un centro turistico come Forza d’Agrò che, registra alti numeri di presenze sia a livello locale che regionale, che dà lavoro a molti giovani del comprensorio, deve guardare avanti e avvicinarsi ad altri centri ove il turismo registra numeri maggiori. Ciò significa, che sempre con un po’ di fantasia se di aggregazione si deve parlare la proiezione è verso Letojanni e il comprensorio Taorminese e non verso Sant’Alessio Siculo. Pertanto ogni iniziativa di fusione con Sant’Alessio Siculo, ventilata da demamoghi e strateghi appare una fallimentare utopia di chi cerca di ritagliarsi due righe sopra i giornali, senza avere a cuore in alcun senso l’interesse del territorio”.

Il sindaco Avv. Fabio Di Cara

I piu' letti