SANTA TERESA DI RIVA – Battelli spazzamare per liberarci dai liquami riversati in mare non si sa da chi? Soluzione bocciata dalle associazioni ambientaliste, perché questi battelli sono utili per ripulire il mare dalla spazzatura galleggiante e non certo per depurare le acque inquinate dai reflui di fogna. Che sono quelli che creano maggiore scandalo. Lo spazzamare è quindi una provocazione per giungere al cuore del problema che è il cattivo funzionamento di alcuni depuratori della costa jonica, da Messina a Giardini Naxos, che attraverso le condotte sottomarine riversano in mare liquami e non acque depurate per come dovrebbe essere. Liquami e reflui che poi viaggiano in crociera lungo tutta la costa, provocando il fuggi fuggi generale e le proteste dei bagnanti.
Il problema dei rifiuti in mare, che da decenni segna negativamente le estati della riviera ionica siciliana, deve trovare una soluzione definitiva, su questo concordano i primi cittadini intervenuti al vertice convocato a Letojanni dal sindaco Alessandro Costa, ma affrontarlo con palliativi per nascondere il vero problema non è accettabile. L’idea lanciata dal primo cittadino Alessandro Costa di noleggiare una o più imbarcazioni “spazzamare” è stata condivisa dagli altri sindaci: gli speciali battelli, coprendo quotidianamente lo specchio acqueo che va da Giardini Naxos a Sant’Alessio, ripulirebbero il mare dalle sostanze inquinanti galleggianti garantendo la limpidezza delle acque. L’assessore Cilona (Taormina) ha proposto la posa in mare di barriere anti rifiuti e anti meduse, ritenendole una soluzione attuabile anche nei paesi del comprensorio. Il sindaco Di Cara (Forza D’Agrò) ha proposto l’utilizzo di droni per scoprire da dove provengono le scie di rifiuti che solcano, da decenni, il mare soprattutto nel mese di agosto. Piuttosto che droni, ci vorrebbero batiscafi o sottomarini tascabili ad infrarossi per scoprire cosa effettivamente succede a Fondaco Parrino (la frazione a mare di Forza D’Agrò).
Negativo il giudizio dei rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste della Riviera Jonica. Secondo Pippo Sturiale (Beni Comuni) «sostenere che i battelli spazzamare, togliendo i corpi estranei galleggianti, facciano diventare l’acqua limpida mi pare una panzana! Sono i depuratori che occorre dimensionare e gestire in maniera professionale!». Salvatore Irrera (Osservatorio permanente ambientale): «È innegabile che una tale situazione non possa essere ascritta al comportamento scorretto dei singoli. È, dunque, alla modalità di gestione e funzionamento dei depuratori che rivolgiamo i nostri interrogativi. Non o non solo per individuare le colpe ma per conoscerne le cause e prevederne le soluzioni, per studiare il problema lontani dall’emergenza e arrivare preparati alla prossima stagione».
Tante proposte, come si vede, utili per arrivare alla prossima stagione balneare con … lo status quo attuale. Bisogna muoversi invece per individuare i depuratori che non funzionano, partendo da Messina su per arrivare alla foce dell’Alcatara, scandagliare palmo a palmo il mare e la costa e certamente si troveranno gli untori della nostra estate. I sindaci presenti all’incontro hanno affermato che i loro depuratori funzionano perfettamente. Ci fosse stato anche il sindaco di Nizza, avrebbe affermato la stessa cosa. Il problema, forse, nasce più a nord. E visto che per le autorità preposte (Arpa e Ministero della Salute) il mare è balneabile, bisognerebbe costituire una tarsk force per terra, cielo e mare che trovi l’origine di questo grave inquinamento che è lo sversamento dei liquami non depurati in mare. Droni, batiscafi, spazzamare, barriere mobili servono solo per fare scena.


