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venerdì, Febbraio 13, 2026
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Uno sguardo alla famiglia di oggi nella riviera jonica

L’imminente sinodo dei vescovi sulla famiglia invita a guardare con attenzione la realtà che ci sta attorno e, pur in assenza di analisi con dati attendibili, si possono avanzare delle considerazioni e delle ipotesi possibili per descrivere la situazione ad oggi nella riviera jonica. Appare subito evidente che la famiglia rappresenta un saldo punto di riferimento per la società del nostro territorio dal punto di vista educativo, affettivo ed economico. Attraverso la famiglia si realizzano le tappe fondamentali della crescita e della formazione dei giovani. Nella condizione familiare passano gli anni belli della fanciullezza, i momenti tristi e quelli gioiosi, le storie di amicizia, di impegno e di piacere. Con l’aiuto della famiglia si va avanti negli studi, che oggi sin dalla scuola media hanno un costo oneroso, si possono fare allettanti esperienze di divertimento, si sperimentano i primi tentativi di autonomia e si cercano nuove possibilità di formazione familiare. Tuttavia, non tutte le famiglie si possono permettere uno sviluppo regolare nel tempo e si notano variamente differenziazioni sul piano sociale in base alle fonti di reddito, che restano medio basse nel nostro comprensorio a causa di mancanza di lavoro sicuro, di aziende produttive e di attività imprenditoriali di un certo livello.

Le famiglie del nostro territorio hanno dovuto fare i conti con il depauperamento delle risorse naturali e culturali: l’abbandono dell’agricoltura, la scarsità produttiva nel campo commerciale, la mancanza di prospettive turistiche, la migrazione di tanti giovani intellettuali. Inoltre la sopraggiunta crisi del settore terziario e la diminuita assunzione del ceto impiegatizio stanno mettendo in difficoltà tante famiglie. Oltre all’aspetto economico c’è da rilevare la devastante minaccia dell’unità familiare, ormai a rischio per l’aumentato numero di separazioni e divorzi in tutta la riviera, complicando la situazione con la divisione del patrimonio comune e sottraendo benefici di ordine affettivo alle persone.

Un’altra problematica da attenzionare riguarda la presenza di anziani, di malati e disabili a vario titolo nell’ambito familiare perché sta venendo meno il sostegno degli organi statali di competenza, risulta insufficiente l’azione di volontariato e non sempre si riesce a fare ricorso a strutture idonee in grado di soddisfare adeguatamente la richiesta in forte espansione. Infine c’è pure da considerare lo sforzo d’integrazione di numerosi gruppi familiari, provenienti da altre culture e realtà, all’interno del nostro tessuto sociale.

In questo contesto, purtroppo, la famiglia manifesta la propria fragilità, sorpresa da una solitudine esistenziale, aggravata dalle nuove forme di tecnologie e di media che alzano muri piuttosto che guardare in faccia chi sta di fronte, dialogare con chi sta accanto, dare una mano al vicino senza pregiudizi, maldicenze ed invidie di alcun genere. Di conseguenza si generano nuove forme di esclusione e di emarginazione a discapito delle fasce più deboli e disagiate, che hanno bisogno di assistenza alimentare, solidarietà sociale, accompagnamento educativo.

In verità la consistenza della famiglia oggi è duramente provata rispetto alle emergenze di questo momento storico sul piano sociale ed educativo, politico ed economico, relazionale e spirituale. Perfino la nostra comunità territoriale viene toccata e percepisce l’interesse di tutelare il valore della famiglia in modo sostanziale perché non si disperda il patrimonio vitale della nostra società, il fondamento e l’essenza stessa dell’umanità. Soltanto l’amore domestico è capace di salvare il mondo, di mantenere l’unione e di portare la pace contro ogni tipo di disgregazione sociale, di conflitto e di supremazia che deprimono la convivenza civile e mortificano ogni tipo di emancipazione.

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