SANTA TERESA DI RIVA – Nel piano Aro per la gestione diretta dei rifiuti il nodo cruciale resta la salvaguardia dei posti di lavoro che il comune di Santa Teresa di Riva ha dimezzato “scaricando” dieci lavoratori dell’Ato4. I sindacati tornano all’attacco e visto che sta per arrivare in porto il piano d’ambito (anche se l’Urega ancora non ha assegnato l’appalto) chiedono all’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica utilità di inviare al comune di Santa Teresa di Riva un ispettore o un commissario ad acta “al fine di verificare – ci spiega Carmelo Pino segretario provinciale Funzione Pubblica della Cgil che da tempo segue anche le vicende Ato-Aro al comune di S.Teresa – che tutti gli adempimenti sin qui adottati dal Comune di Santa Teresa di Riva siano corrispondenti a quanto previsto dalle Leggi e dalla normativa vigente. Ciò al fine di garantire la legalità e la tutela inviolabile dei livelli occupazionali in quel territorio”.
Il Piano d’Intervento dell’Ambito di Raccolta Ottimale del Comune di Santa Teresa di Riva è stato approvato (compreso il dimezzamento della forza lavoro in forza con l’Ato4) con decreto regionale del 05/03/2014 ma è stato sempre contestato dalle organizzazioni dei lavoratori che nella conferenza dei servizi tenuta lo scorso novembre avevamo espresso il loro parere negativo, regolarmente messo a verbale, in quanto le organizzazioni sindacali “non hanno ritenuto congruo e corrispondente alla normativa ed agli accordi quadro la dotazione organica del personale prevista, 12 lavoratori a fronte di 22 che risultano in quota parte assegnati allo stesso Comune, quota ,questa, stabilita nell’Assemblea dei soci dell’Ato4 nella seduta del 30/09/2013. Personale, quest’ultimo, che comprende in quota parte, capi squadra, Addetti ai C.C.R. ed autisti di mezzi monoperatori (4° Livello )”.
Il comune di Santa Teresa è ovviamente, intenzionato a proseguire per la strada tracciata con l’istituzione dell’Aro comunale e, nonostante l’ostilità dei sindacati che difendono il posto di lavoro di 10 lavoratori, ha già avviato il bando per l’appalto del servizio di igiene ambientale (raccolta e spazzamento mentre il costo per il trasporto in discarica, sarà conteggiato a parte), sono prevenute sette offerte, che da quasi un anno sono al vaglio dell’apposita commissione dell’Urega. La procedura sarebbe in dirittura d’arrivo, ed il sindaco ha già dichiarato che la considera come una vittoria della sua politica del fare e della corretta gestione delle risorse. “Tutto cambierà – ha spiegato il primo cittadino nel corso del dibattito in piazza con i cittadini – perchè si partirà da subito con la raccolta differenziata porta a porta, eliminando i 96 cassonetti dislocati in tutto il territorio utilizzati per la raccolta di carta, vetro e plastica. Si passerà poi, in un tempo variabile tra i 3 e i 12 mesi all’eliminazione dei 120 cassonetti dell’indifferenziato. L’auspicio, quindi – prosegue De Luca – è che già dalla prossima estate non si vedano più in giro i maleodoranti cassonetti a Santa Teresa di Riva. Tuttavia già da subito, e fino a quando non saranno eliminati, ogni settimana saranno puliti e disinfettati con appositi macchinari”. L’Aro comunale, al netto del conferimento in discar8ica, vale 1milione e 100 mila euro all’anno. Con l’Ato4 se ne spendono 2 milioni e 2 mila ma è compreso il costo del conferimento in discarica


