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L’estate nella riviera jonica

I paesi della riviera jonica ogni anno presentano il solito programma estivo, pur con qualche sacrificio, per allietare le serate dei residenti, dei vacanzieri e dei pochi turisti per caso. Le manifestazioni si concentrano su qualche spettacolo teatrale – musicale – danzante – popolare, su forme di sagra paesana con panino, salsiccia e birra, su piccoli stand di artigianato locale, sulla presentazione di libri a dimensione territoriale, sulle mostre di interesse particolare, sulle notti di vario colore e su tante feste religiose.

Non c’è niente di nuovo sotto il sole ma soprattutto manca la prospettiva di valorizzare il nostro ambiente, manca la capacità di unire le forze e di creare eventi di richiamo tali provocare movimento e procurare benefici alle attività commerciali di pertinenza. In verità non si tratta di pensare a grandi spostamenti di massa, spesso causa di ingorgo comunicativo in tutti i sensi, ma si dovrebbe rendere un servizio mirato a catturare l’attenzione culturale, religiosa, ricreativa, sportiva in modo significativo, garantendo agli utenti un po’ di pace, di sano divertimento, di relazioni costruttive.

In questa società troppo rumorosa, piena di distrazioni assillanti ed opprimenti, ripiegata sul consumismo a tutti i costi, si pone l’esigenza di cercare luoghi di autentico ristoro dell’anima, di stare lontano dal fragore delle casse tonanti, di sviluppare il benessere del corpo e dello spirito. Per questo motivo non occorrerebbe più riproporre lo stress delle attività annuali ed attirare la folla con il ballo frenetico, con il mercato alimentare, con il gioco spettacolare ed il personaggio di grido per aumentare l’alienazione, l’irritazione e la perdita di coscienza. Piuttosto si potrebbe usufruire delle risorse naturali del nostro territorio mettendo in opera momenti d’intrattenimento sul litorale, nei paesini e nelle frazioni collinari, sugli spiazzi delle periferie.

Si potrebbero programmare esibizioni degli studenti dei diversi ordini di scuola che metterebbero in pratica le competenze acquisite nei laboratori ed attraverso i progetti di formazione. Sarebbe giusto dare opportunità agli artisti della zona che possano garantire delle prestazioni interessanti sul piano dello spettacolo, della letteratura, della musica. Sarebbe anche il caso di mobilitare l’associazionismo ed il volontariato per assicurare più vigilanza, assistenza, informazione e tutela dell’ambiente.

Ci sarebbero i beni culturali da promuovere, gli edifici scolastici e i luoghi di culto da animare in maniera gioiosa con la partecipazione di tutti per fare esperienza di gruppo, offrire occasioni di dibattito, gustare la bellezza delle nostre tradizioni ed essere capaci di andare oltre con il senso di appartenenza alla comunità non solo municipale ma dei cittadini che sanno stare insieme e fanno amicizia, solidarietà, unione. Invece della vacanza per essere liberi di niente nello svago e nello stordimento si possono utilizzare gli spazi scolastici in modo alternativo per fare accoglienza ed avere attenzione per i malati, gli anziani, i bambini.

Il significato della vacanza, nel tempo che stiamo vivendo, va orientato al bene comune per staccare la spina dal tra tran quotidiano, preoccupandosi di dare una mano ai bisogni di coloro che soffrono per problemi di salute, di disagio, di solitudine, di lavoro. Questa modalità di intendere le ferie ed il riposo estivo avrebbe veramente un ritorno salutare sul piano personale e relazionale tanto da accrescere la dignità dell’essere umano ed assicurare uno sviluppo armonico della propria esistenza nel luogo in cui si abita e con le persone che si incontrano senza considerarsi intrusi o villeggianti, di passaggio o di fuori, stranieri o vacanzieri, che disturbano e tolgono la quiete anche se portano moneta, ma si diventa parte integrante della stessa comunità.

I nuovi amministratori locali che intendono mettersi a servizio dei cittadini e rendere  credibile la  politica avrebbero tanto da guadagnare con questa visione del programma estivo che diviene impegno e responsabilità nell’attività di tutti i giorni per una visibilità comprensoriale, coerente, corretta e comunitaria.

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