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Inaugurata la mensa per i poveri, la prima in provincia. Hanno mangiato in trenta, qualcuno si è vergognato e non è entrato. 

ROCCALUMERA – Si sono presentati in pochi alla prima mensa per i poveri. Saranno stati una trentina e tutti titubanti  nel  sedersi ai tavolini predisposti dai volontari della cooperativa “La Rinascita” che gestisce la “Mensa di Fraternità”.  Gli  addetti alla cucina si aspettavano più persone a pranzo, ma comunque è stato un successo lo stesso. L’organizzatore Giovanni Cremente è stato   alquanto soddisfatto e spera la prossima volta  che i poveri (questa volta molti  si sono vergognati e non sono entrati) siamo di più alla “Mensa di Fraternità”.  La struttura è stata ricavata  dal refettorio delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore che, dopo la richiesta del sindaco Gaetano Argiroffi,  hanno concesso i locali alla cooperativa “La Rinascita”. Ieri i trenta poveri, che non si sono fatti fotografare,  hanno mangiato un primo, un secondo con contorno ed hanno bevuto del buon vino. A servire ai tavoli, oltre all’ideatore di questo progetto Giovanni Cremente, tanti volontari, impegnati anche in cucina e nella pulizia delle posate. “Adesso abbiamo stabilito – ha dichiarato  il presidente della cooperativa La Rinascita – di offrire i pasti caldi nei giorni di martedi, giovedi e sabato. Per il momento sarà così, quando i comuni del comprensorio ci daranno una mano, non chiediamo soldi ma solo generi alimentari, allora i pasti caldi saranno tutti i giorni”. Per tenere in vita questa struttura, avantieri sera si sono riuniti parecchi amministratori comunali, tra cui il vice sindaco di Nizza, Salvatore Bruno, i sindaci Giuseppe Marino (Alì Terme), Gaetano Argiroffi (Roccalumera) e Domenico Prestipino (Pagliara), quest’ultimo presidente dell’Unione dei Comuni, con il presidente nazionale dell’Associazione Invalidi Civili, Paolo Bonaiuti. Tutti insieme hanno concordato che la cooperativa “La Rinascita”, che gestisce la “Mensa di Fraternità” per i poveri, da sola non riuscirà a garantire pasti caldi alle famiglie bisognose, per cui è stato deciso un aiuto annuale alla cooperativa, per poter fronteggiare il fabbisogno necessario  per la mensa. E’ stato pure discusso, ma il progetto sarà varato a settembre, che tra un paio di mesi scatterà un nuovo servizio per gli anziani, gli ammalati  e gli emarginati in odore di povertà: il pranzo a casa. L’Associazione Nazionale Invalidi Civili procurerà dei mezzi, con i quali, tramite servizio di volontari, saranno trasportati a casa dei poveri e degli ammalati dei piatti caldi. 

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