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lunedì, Febbraio 23, 2026
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Un colpo alle Istituzioni: chiude lo Smistausato di Roccalumera, che vestiva tutti i poveri del comprensorio. 

ROCCALUMERA – Chiude lo Smistausato a Roccalumera.  Una perdita per le tantissime famiglie povere che si rifornivano di vestiario in questo locale, da anni bandiere a vanto dell’intera comunità. Chiude perché abbandonato dalle Istituzioni, perché poco attenzionato  da chi doveva sostenere questo gratuito servizio per le comunità più disagiate.  Chiude a Roccalumera per trasferirsi  dove? Teresa Brancato  responsabile dell’associazione “E Berta Filava” che gestisce da parecchi anni lo Smistausato  ha spiegato i motivi  di questa improvvisa  decisone: “Prima che  arrivi l’inverno, un nuovo Smistausato verrà aperto in un altro luogo. Ho sacrificato i miei ideali per qualcosa in cui ho fermamente creduto e credo ancora, senza l’aiuto di amministratori e nel disprezzo delle istituzioni”. Tutti sanno che  “E Berta filava”  è nata nel 2007 come centro ricreativo culturale. Cento metri dedicati all’arte e agli artisti del riciclo. Un rifugio d’arte allo stato puro che insegna ad adulti e bambini che tutto si può reinventare, che nulla va gettato e che l’arte può essere condivisa a costo zero. Mostre di pittura, presentazioni libri, eventi di ogni genere sono stati anno dopo anno il fiore all’occhiello di “E Berta filava”. Due anni fa la decisione  di spostare lo Smistausato all’interno della sede dell’associazione, in via Umberto I. Durante l’amministrazione Miasi alla giovane signora Teresa Brancato è stata affidata la gestione di uno Smistausato comunale sito nei locali del Municipio e gestito per anni da lei e dalle sue volontarie. Un luogo dove chiunque portava ciò che non gli serviva più, mettendolo a disposizione di chi voleva farne uso. Un posto che ha servito umilmente migliaia di famiglie del comprensorio jonico. Un posto che, a pochissimi giorni dall’insediamento della nuova amministrazione, e’ stato richiesto indietro  perché carente igienicamente e perché in quei locali era necessario creare un archivio storico.  E così lo Smistausato comunale è stato chiuso dopo i controlli  dei funzionari dell’Asp che ne hanno certificato lo stato inagibile. La Brancato ha trasferito lo Smistausato nei locali sell’associazione, per la verità stretti, angusti, poco consoni ad un via vai giornaliero di persone che donano (benestanti) e di persone (povere) che prendono gratuitamente. “Adesso – spiega Teresa Brancato –  ho svuotato lo Smisatusato di ogni cosa, perché il locale necessita di lavori e perché rivoglio indietro i miei laboratori. Prima che l’inverno arrivi, prometto che la gente povera, le famiglie disagiate avranno nuovamente lo Smistausato, ma fuori comune. L’ineducazione di alcuni, la mancanza di collaborazione di altri, il mancato rispetto di altri ancora hanno fatto si che io prendessi questa decisione”. Ieri abbiamo assistito ad un continuo  andare e venire di persone emarginate e povere davanti la porta d’ingresso dell’associazione. Massaie del comprensorio jonico, extracomunitari, mamme con bambini, medicanti e straccioni; tutti dietro la porta a chiedere camicie, scarpe, pantaloni ed anche coperte per dormire sulla spiaggia. E speriamo che riapra, per ridare sorriso a quella povera gente che aveva percepito nello  Smistausato di Roccalumera l’unica fonte di sopravvivenza.    

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