HomeAttualitàAncora chiusi gli impianti sportivi. Ed è protesta. 

Ancora chiusi gli impianti sportivi. Ed è protesta. 

 

ROCCALUMERA- “Il centro sportivo polivalente (campi di calcetto e tennis), a seguito di un guasto elettrico a metà dicembre 2014, non è ancora fruibile come era giusto che fosse, trattandosi di una struttura che rappresenta un punto di riferimento per tanti sportivi della fascia ionica”. Comincia così la lunga lettera di protesta che i cinque consiglieri di opposizione hanno indirizzato alla maggioranza del sindaco Gaetano Argiroffi, dopo le lamentele dei tanti giovani, che non possono fare uso dell’impianto. In verità sono sette mesi che si va avanti nell’incertezza, privando gli atleti, e soprattutto gli appassionati di tennis e calcetto, di una moderna struttura. Tutto è cominciato nel mese di dicembre del 2014, quando un fulmine ha mandato in tilt la cabina elettrica, che riforniva non solo il campo di calcio ma anche il Palazzetto dello Sport. Il calvario di queste lungaggini burocratiche che hanno impedito in sette mesi di mettere totalmente il funzione la struttura, è stato evidenziato da Giuseppe Melita, Rita Corrini, Ada Maccarrone, Mariagrazia Saccà e Antonella Totaro: “A metà aprile, nel tentativo di renderli funzionanti, si sono improvvisamente aperti i cancelli – solo di lunedì e giovedì e con la luce naturale – con l’utilizzo di personale dipendente per evitare che i ragazzi, stanchi di aspettare una soluzione al problema, scavalcassero i cancelli rischiando di farsi male: il tutto senza nessun atto formale e senza regole. A metà maggio, dopo la soluzione temporanea del problema elettrico mediante una fornitura straordinaria Enel, la meta sembrava faticosamente raggiunta: invece è ancora un miraggio! E c’ è di più: nonostante sia stata espletata la gara per la gestione dei campetti e  fatta la fornitura straordinaria dell’energia elettrica, la struttura non è ancora completamente fruibile”. Il gruppo di opposizione sollecita ancora una volta l’amministrazione comunale affinché ponga fine a questa storia interminabile e, nel contempo, “spalanchi le porte del centro polivalente in modo che venga scritta al più presto una nuova pagina di rilevanza non solo sportiva ma anche e soprattutto sociale”.

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