HomeAttualitàRipascimento rinviato, situazione esplosiva. Si mobilitano albergatori, commercianti e amministratori

Ripascimento rinviato, situazione esplosiva. Si mobilitano albergatori, commercianti e amministratori

SANT’ALESSIO 

Erosione semper certa est, ripascimento numquam. Mazzata per le speranze degli alessesi dal comitato tecnico amministrativo del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che ha deciso di rinviare l’esame degli elaborati per autorizzare il prelievo della sabbia del torrente Agrò per ripascere la spiaggia, alla prossima seduta, chiedendo un ulteriore parere di verifica idraulica sul torrente Agrò, da dove è previsto il prelievo di 120mila metri cubi di materiale sabbioso. A Sant’Alessio la situazione diventa esplosiva. Si mobilitano tutti e venerdì sera assemblea nell’aula consiliare tra cittadini, amministratori e società civile. Deluso da questo nuovo rinvio il sindaco Rosa Anna Fichera che era stata convocata a Palermo dal Provveditorato per le Opere Pubbliche proprio per l’esame del progetto in questione. Sant’Alessio si appresta a vice un nuova drammatica estate, senza spiaggia, senza turisti, senza lavoro. Da almeno due anni si aspetta che la Regione dia il via libera al prelievo della sabbia dal torrente Agrò per il ripascimento della spiaggia di Sant’Alessio: niente da fare, ritardi, rinvii, delusione costante per amministratori e residenti. Ora si apprende che il via libera potrà essere dato da Palermo dopo il 30 settembre. Un’altra estate in rosso. L’erosione della spiaggia di Sant’Alessio ed i danni provocati dal mancato ripascimento sono stati indicati come cattivo esempio in una inchiesta del Tg1 trasmessa nell’edizione serale del 2 giugno con un servizio dell’inviata Roberta Schiavone che sta seguendo per la testata Rai una inchiesta sulla scomparsa delle spiagge lungo il litorale italiano. Giardini Naxos e Sant’Alessio i due esempi citati dalla giornalista nel suo servizio con le immagini di una spiaggia che non esiste più. Frutto di scelte sbagliate che hanno portato alla costruzione di lungomare e piazzole, vere e proprie colate di cemento che riflettono l’energia delle onde provocando l’asportazione dei sedimenti, cioè la loro capacità naturale di assorbire l’energia del moto indoso non modificandosi nella forma. Lo dice un vero esperto del settore, il prof. Giovanni Randazzo, ordinario del dipartimento di fisica e di scienze della terra, che da anni conduce studi sulle coste siciliane, e messinesi in particolare, utilizzando anche droni in grado di monitorare le coste dall’altro e un drone sottomarino in grado di guardare le coste ed il moto ondoso dal “di centro”.

Ma di soldi letteralmente buttati a mare senza risultato si parla quando si opera il ripascimento artificiale della spiaggia senza una adeguata gestione degli interventi. A ricordarsi di com’era la spiaggia, un osservatore privilegiato che dall’alto del suo castello domina tutta la linea di costa di Sant’Alessio, l’arch. Giovanni Mauro, castellano di nobile lignaggio, e già sindaco di Letojanni, che abita nel maniero a picco sul mare. “Fino a venti anni fa la spiaggia era abbastanza profonda, almeno trenta-quaranta metri prima di arrivare alla battigia”. Ed è amara la costatazione di una “vacanziera” che ha acuistato casa a Sant’Alessio. “Noi abbiamo la casa e siamo costretti a venire, chi non ha le case non se le viene ad affittare” perché la spiaggia non c’è più.

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