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lunedì, Febbraio 23, 2026
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Indennità di carica, rinunciano solo quattro sindaci su dieci

Indennità di carica: in dieci comuni, solo quattro sindaci ci rinunciano: S.Teresa, Antillo,Casalvecchio e Furci. Con il flop del governo Crocetta sulla riforma delle Province, vengono a cadere anche alcuni articoli che erano stati stralciati dalla finanziaria ed inseriti in extremis in questa legge e ch riguardano i tagli ai costi della politica nei Comuni. In particolare era prevista la riduzione del numero e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali e dei premessi per partecipare alle sedute. Lo stop alla riforma delle Province salva, quindi, le indennità di centinaia di consiglieri comunali. Da anni non si fa che parlare di costi della politica, delle “indennità” che consiglieri e assessori percepiscono a mò di stipendio. Forse sarà vero nei grandi comuni, ma in quelli piccoli i gettoni di presenza in consiglio e commissioni sono veramente misera cosa. Ed abbiamo condotto una piccola inchiesta in dieci comuni della fascia jonica per fotografare lo stato delle cose. E ne viene fuori che i costi della politica non sono tali anche perché in molti casi le indennità escono dalla porta ma rientrano dalla finestra.

Ecco qual è la situazione. Santa Teresa di Riva, sindaco, assessori e presidente del consiglio non prendono alcuna  indennità, i consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno rinunciato al loro gettone destinandolo ad iniziative di solidarietà. A Sant’Alessio invece tutti prendono l’indennità ed il gettone di presenza. Però, quando c’è bisogno, sindaco e assessori mettono mano alla tasca e lo destinato per scopi istituzionali. Per esempio la scorsa estate quei soldi sono serviti per finanziare una parte delle manifestazioni. A Roccafiorita, il più piccolo comune della Valle d’Agrò e della Sicilia, il presidente del consiglio ed alcuni consiglieri hanno rinunciato alla indennità destinando quei soldi per finalità istituzionali. Per esempio sono stati acquistati due grandi cannocchiali che posti sul Monte Kalfa consentono di “toccare con mano” il panorama dello Stretto e dell’Etna fumante. A Casalvecchio sindaco, vie sindaco, presiedente del consiglio ed un consigliere comunale da due anni hanno rinunciato alla indennità in considerazione del fatto che le casse del comune spesso sono vuote. Le somme verranno destinate per il servizio civico e opere di pubblica utilità. Ad Antillo il sindaco ha rinunciato alla indennità e non prende nemmeno i rimborsi per le missioni.Per gli assessori e consiglieri, come a Forza D’Agrò e Pagliara, l’indennità è sacra e non si tocca. A Furci il sindaco Sebastiano Foti ha rinunciato alla indennità. Gli assessori nel 2014 l’hanno presa ma per il 2015 hanno fatto atto di rinuncia. I gettoni di presenza per i 14 consiglieri di maggioranza e minoranza sono costati 4mila euro (meno di 300 euro a testa per i sempre presenti) a cui vanno aggiunti i circa 1750 euro per le commissioni. Furci conta 3600 abitanti. Fossero questi i costi della politica. Infine c’è Savoca. Fino a quando l’amministrazione ed il consiglio erano in carica (le dimissioni sono del luglio dell’anno scorso) l’indennità ed i gettoni venivano precepiti. Ora che c’è il commissario, pure, ma viaggia da Torregrotta e spesso, per non gravare sulla casse già asfittiche del comune a pranzo, quando è a Savoca, dice di accontentarsi di un panino. 

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