SAVOCA – Non si candida a sindaco di Savoca, “prolunga” per altri cinque anni a Santa Teresa di Riva, elettori permettendo. Cateno De Luca ha sciolto il rebus sulla sua discesa in campo a Savoca, che non ci sarà, ma ha annunciato che il progetto per creare il comune unico della Valdagrò passa per il referendum, quindi ha bisogno di più tempo, per cui i suoi “cinque anni e non un giorno di più” annunciati all’inizio di questo mandato, diventano “altri cinque anni, perché c’è tanto da fare”.
Ieri sera a Savoca nella piazza della frazione San Francesco di Paola dove aveva dato appuntamento ai savocesi per illustrare questo suo progetto di fusione tra Savoca e Santa Teresa di Riva per dare vita ad un comune unico, il suo comizio si è concluso con questo annuncio che ha deluso i suoi supporters di Savoca (non molti, in verità, la piazza non dava quel colpo d’occhio cui ci avevano abituati i recenti comizi di De Luca), anche perché Savoca non ha risposto alla chiamata alla mobilitazione. Due ore di discorso nekl corso del quale ha illustrato le magnificenze che ha fatto in questi due anni a Santa Teresa di riva dove ha salvato il comune dalla bancarotta risanandolo e portando alla autonomia finanziaria, tanto che i conti gli consentiranno nei prossimi due anni di accendere mutui per 25 milioni di euro (e che i cittadini, poi, dovranno pagare). Ha poi ammonito i savocesi a guardare bene nei bilanci del comune perché non è vero che il comune è senza debiti. “E siccome la commissaria ha dichiarato ciò, domani le manderemo il conto per gli anni in cui non ha pagato i canoni per il depuratore concortile e per il mantenimento dell’ufficio di collocamento mandamentale”. Insomma Savoca, secondo De Luca e contrariamente a quanto la dottoressa Carrubba ha dichiarato al nostro giornale, sarebbe un comune pesantemente indebitato e che i debiti, sempre secondo quello che ha detto ieri sera in piazza Cateno De Luca, sarebbero “nascosti”. Quelli citati sono una piccola parte dell’iceberg che minaccia di entrare in collisione con i conti del comune. “Savoca, e non solo Savoca – ha detto – rischia di venire cancellata non da una fusione con S.Teresa ma dalla incapacità di tenere in ordine i comuni e di garantire i servizi e pagare i creditori”. L’unica soluzione è il comune unico della Val d’Agrò: un solo sindaco, una sola giunta, un solo consiglio, un solo segretario eccetera, invece di otto sindaci, cinquanta assessori, centinaia di consiglieri, otto segretari. “Tagliare i costi” è l’imperativo, e siccome i suoi colleghi sindaci non vogliono lasciare la poltrona, sarà un referendum popolare a spazzarli via. E’ questo il progetto (abortito quello del comune unico Savoca – S.Teresa) che consentirà di realizzare progetti mai visti prima. Fortuna che quando ha cominciato a parlare ha smesso di piovere. In piazza pochi savocesi, ma molti curiosi venuti dai paesi vicini curiosi di apprendere in presa diretta se Cateno De Luca avrebbe lanciato il guanto di sfida su Savoca. Per ora lo scontro De Luca – Bartolotta non ci sarà. Savoca ai savocesi. Il comizio è stato introdotto dal presidente del consiglio di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, che ha esortato il sindaco di Santa Teresa di riva di lasciar perdere Savoca. Il consiglio è stato seguito alla lettera.


