ROCCALUMERA – Storia di miseria e … povertà che sta commovendo tutto un paese. Ci sono famiglie a Roccalumera che vivono in condizioni disagiate e che spesso non hanno niente da mettere a tavola per il pranzo. In questo comune opera da anni una associazione “E Berta Filava” che riceve vestiti, scarpe, cappotti dalle famiglie agiate e che devolve a titolo gratuito alle persone povere, a chi ha di bisogno. E di questo ne abbiamo parlato ampiamente. Ma c’è un risvolto che ha commosso la cittadinanza e che descrive con maggiore verità i disagi in cui vivono parecchie famiglie. “Noi riceviamo una offerta, una elemosina, dalle persone che vengono presso la nostra associazione per rifornirsi gratuitamente di vestiti, scarpe ed altro – ha dichiarato Teresa Brancato responsabile di “E Berta Filava” – Si tratta di un euro, due euro, che noi ogni sera raccogliamo e mettiamo da parte, per poi devolverli a tre famiglie poverissime, che non riescono neanche a pagarsi la bombola a gas”. Cioè i dieci euro raccolti ogni giorno dall’associazione serviranno a fare mangiare tre famiglie, altrimenti costrette a chiedere l’elemosina per strada per sopravvivere. Casi che commuovono e che fanno capire quanto sia dilagante la crisi che sta colpendo le persone della nostra provincia. E fa commuovere pure apprendere che un extracomunitario entrato a piedi scalzi nella sede di “E Berta Filava” un giorno che la pioggia battente colpiva i comuni jonici, non ha trovato un paio di scarpe per uomo, si è accontentato di un paio di scarpe da donna a tacco basso. Come pure una signora entrata nei locali dello “Smistausato” che ha supplicato le persone che c’erano dentro di comprarle del latte per sua figlia che da un giorno non mangiava. Sembrano scene di un romanzo d’autore, ma in verità si tratta di episodi di una quotidiana giornata di povertà. Ma perché le Istituzioni non intervengono ? Perché i comuni non mettono su dei refettori e fornire così dei pasti caldi alle famiglie in odore di povertà?


