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La tassa strana

La tassa strana è quella dello svincolo autostradale di Santa Teresa di Riva, che pare abbia già dei finanziamenti, ma non sono sufficienti e di conseguenza si punta sul contributo dei cittadini con un vincolo decennale per sborsare quattrini, come se le punte massime degli altri tributi fossero caramelline, in modo da poter realizzare un’opera non desiderata, non essenziale, non prioritaria. E’ davvero strana la tassa dello svincolo soprattutto in questo tempo di crisi, quando la disoccupazione raggiunge livelli altissimi e si assiste a : continui licenziamenti, chiusure di attività, riduzione degli stipendi, mancanza di produttività sia privata che sociale. Non è certamente la via per uscire dalla crisi continuare a tartassare i contribuenti, che da un momento all’altro si ritrovano tra capo e collo un balzello mal posto, se non addirittura imposto senza previa analisi del territorio ed indagine di mercato, sapendo che non bastano esperti “interessati” e a titolo privato, senza consultazione democratica tra i cittadini, basata sul confronto e dibattito e non sulle comunicazioni unidirezionali, senza una ricerca alternativa e rispettosa delle prospettive tecniche, economiche e sociali. Non è neanche il modo di proporre ancora una volta, alla vecchia maniera, un’opera che può stravolgere l’assetto ambientale, aumentando i rischi calamitosi in un’area già fortemente minacciata. Non sembra utile, in questo periodo piuttosto chiacchierato della spesa pubblica a livello nazionale, affrontare un progetto che peserebbe sulle spalle degli abitanti di Santa Teresa di Riva ma non assicurerebbe vantaggi reali, a parte l’uscita in tutti i sensi a due passi da Roccalumera. L’onere è troppo elevato per non essere tentati dal dubbio, dalla sfiducia, dalla vanità in senso proprio del fatto che i paganti non ne possano usufruire ed i beneficiari sarebbero altri, chi?!

Si tratterebbe di perpetrare una grave ingiustizia nei confronti di tutta la comunità, continuando a perseguire questo percorso penalizzante, mentre la nostra cittadina attende, da parte dell’amministrazione, un impegno serio ed un’attenzione maggiore per la risoluzione dello smaltimento dei rifiuti, delle acque piovane e del traffico, per la promozione del ciclo integrato dei rifiuti e dell’acqua, della pulizia della spiaggia e dei marciapiedi, dei servizi necessari a bambini ed anziani, e per la ricerca di spazi verdi, di pista ciclabile e dell’isola pedonale . Oggi come oggi non abbiamo bisogno di grandi opere ma di piccoli interventi mirati a garantire la qualità della vivibilità in un paese che di per sé avrebbe una vocazione al benessere, alla bellezza, alla “economia” intesa, secondo l’origine semantica di oikos “casa” o “beni di famiglia” e di nomos “norma” o “legge”, come modo di organizzare la spesa , rispondendo al meglio alle esigenze individuali e collettive di prima necessità ed utilizzando il minimo delle risorse. Questo tipo di economia richiede una politica a vista per il bene comune, per l’edificazione sociale e per la cooperazione nell’ambito amministrativo senza la tentazione della meraviglia a tutti i costi, della soddisfazione personale e della svalutazione collettiva per evitare la tassa dell’abbaglio.

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