SANTA TERESA DI RIVA – Per evitare la “deportazione” di 65 minori disabili da Santa Teresa di Riva a Messina in conseguenza dell’annunciata chiusura del Centro di riabilitazione gestito dalla Ssr (Società servizi riabilitativi s.p.a.) finalmente si muovono anche la politica ed i sindacati mentre i genitori dei bambini in terapia a Santa Teresa di Riva (ne arrivano anche da Cesarò) proseguono la raccolta firme per scongiurare il trasferimento e sollecitare al contempo l’Azienda Sanitaria a farsi carico (e sarebbe ora) del problema. Intanto sembra si sia sbloccata la “soluzione Nizza” dove i bambini potrebbero essere accolti.
Dicevano della “politica” che finalmente fa la voce grossa. L’assessore ai servizi sociali del comune di S.Teresa di Riva, Annalisa Miano, ed il capogruppo di maggioranza Sandro Triolo hanno invitato i sindaci dei comuni ionici ad intervenire ad una riunione fissata a Villa Ragno per il prossimo 6 giugno (ore 10) per trovare una soluzione alla permanenza del servizio riabilitativo “il più possibile vicino alle famiglie della riviera jonica”.
All’incontro, dal quale dovrebbero uscire le iniziative concrete da intraprendere, sono stati invitati i 20 sindaci del comprensorio Letojanni – Scaletta Zanclea, maggiormente investiti dal peso della chiusura del centro di Santa Teresa di Riva, fissato ufficialmente dalla Ssr per il 30 giugno prossimo.
“La nostra battaglia non si ferma – dice Natalina Polmo vice presidente della associazione Dispari – e lotteremo anche per evitare che l’Asp si disimpegni da S.Teresa”


