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Prosegue la raccolta firme per evitare che 65 minori disabili vengano “deportati” da S.Teresa a Messina in nome del dio denaro

SANTA TERESA DI RIVA – Mobilitazione generale per evitare che 65 minori disabili restino senza assistenza riabilitativa e che siano  “deportati” a Messina dopo la chiusura del centro di riabilitazione di Santa Teresa di Riva gestito dalla Società servizi riabilitativi. L’associazione Dispari Onlus che raccoglie l’adesione dei genitori dei bambini ha avviato una raccolta di firme che in mezza giornata in tutto il comprensorio ha già raggiunto quota 300. A sostenere i genitori nella difesa dei diritti dei loro bambini disabili si stanno muovendo anche le associazioni che operano sul territorio, che stanno lavorando per raggiungere l’obiettivo delle mille firme, tanto per cominciare. Anche domenica a Savoca in occasione del Val d’Agrò running le associate della Dispari hanno allestito un banchetto per la raccolta firme e sono stati tantissimi gli atleti che poi hanno preso parte alla mini maratona ad apporre la loro firma. “I nostri ragazzi non andranno a Messina – ci dice Natalina Polmo, vice presidente della Associazione Dispari – vogliamo che l’Asp si faccia carico delle proprie responsabilità ed assicuri ai nostri figli di poter fare terapia a Santa Teresa di Riva. Certo non gli faremo fare la navetta con Messina quando a Santa Teresa di Riva continua ad operare il centro di riabilitazione gestito dall’Azienda Sanitaria, che in questa nostra battaglia ci ha lasciato soli”.

In verità l’Asp non si è fatta cogliere “distratta”: venerdì scorso il direttore sanitario Mariop Paino ha incontrato nella sede di Messina una delegazioni di genitori con in testa la vice presidente Natalina Polmo alla quale ha spiegato che al momento nell’Asp è in scadneza la gestione del commissario Magistri per cui nessuno può assumersi impegni che poi non potrebbero essere mantenuti. Tutto dovrebbe risolversi tra qualche settimana, l’Asp quindi prende tempo, nel frattempo i genitori restano con senza una soluzione e con la rabbia che monta di giorno in giorno. Perché non si possono aspettare i tempi della burocrazia, visto che la Ssr ( ovvero la società privata convenzionata con l’Asp per la riabilitazione) ha annunciato che lascerà Santa Teresa di Riva alla fine di giugno. 

Sembra anche essere tramontata l’alternativa Nizza. Il direttore della Casa dell’Accoglienza, Ulderico Diana, si è incontrato con i rappresentanti della Ssr ai quali ha fatto visionare i locali, giudicati ottimali per l’attività di riabilitazione anche per 65 minori di S.Teresa, ma a quanto egli stesso ha dichiarato alla Polmo, non è stato raggiunto un accordo con la Ssr, tutto resta nel limbo, per cui al momento resta in piedi l’alternativa proposta dalla Ssr: Messina.

Anche l’amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva dice (a parole) di essere al finaco dei genitori. Intanto la crisi per la chiusura del centro di riabilitazione ha portato alle dimissioni dell’assessore ai servizi sociali Piano D’Arrigo che in una dichiarazione al nostro Giornale ha definito “poco incisiva” l’azione dell’amministrazione comunale sulla questione. Il neo assessore Annalisa Miano sta proponendo alla Ssr alcune soluzioni, ma è chiaro che per il Comune l’interlocutore è l’Azienda sanitaria e non la Società di servizi. Si andrà ad un braccio di ferro? Con i bambini in mezzo?

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