HomeAttualitàCi sarebbero quasi 2000 utenze domestiche che non pagano la spazzatura?

Ci sarebbero quasi 2000 utenze domestiche che non pagano la spazzatura?

SANTA TERESA DI RIVA – A Santa Teresa di Riva ci sarebbero 1221 nuclei familiari (il 27% del totale) che non risultano iscritti a ruolo per il pagamento della Tares, ovvero la spazzatura, mentre tra i non residenti, ma proprietari di immobili, ne sfuggono 516. L’Ufficio tributi del comune li ha individuati uno per uno e da lunedì riceveranno, notificati da un messo, un questionario che dovranno restituire compilato entro sessanta giorni (pena una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro) direttamente al protocollo del comune, per posta o per mail certificata, nel quale potranno spiegare la propria posizione. Le informazioni richieste dal responsabile dell’area finanziaria del Comune, Rosaria Gambadoro,  interessano gli anni a partire dal 2008 fino ad oggi, quindi se sono avvenute modifiche o variazioni in questo periodo di tempo, è necessario specificarle in maniera chiara nell’apposita sezione del questionario. Nel modulo (distribuito con un facsimile) ai fini della Tares si richiedono i dati anagrafici, la residenza, i dati catastali dell’immobile occupato, ed in quale periodo. E’ necessario anche specificare a che titolo si occupa l’immobile (proprietà, locazione, usufrutto, comodato o altro diritto reale). Per chi non fosse in possesso dei dati catastali, può presentarsi al comune per avere assistenza dall’Ufficio unico delle entrate, al terzo piano del palazzo municipale. Responsabile del procedimento è la dottoressa Rita Ruggeri.

Il dato dei contribuenti fantasma messo su dall’Ufficio unico dei tributi con l’analisi dell’incrocio dei dati, si alza di molto (il 63% sul totale degli iscritti) quando si parla di “partite Iva” ovvero in dettaglio di aziende operanti nel territorio iscritte alla Camera di Commercio e Artigianato (1059) ma che non pagano la Tares (sono 640, ovvero il 70%) ed i professionisti iscritti ai rispettivi albi (sono 177) che non pagano la Tares (sono 140, ovvero il 79%) si avrebbe un ulteriore introito di 173.116 euro.

Tornando alle utenze domestiche, di residenti e non residenti, secondo questi dati, il comune di Santa Teresa pensa di recuperare per il solo anno 2013 circa 480 mila euro, mentre dalle partite Iva conta di incassare, sempre relativamente al 2013, oltre 170 mila euro mila euro.

E sarebbero cifre arrotondate per difetto perché a Santa Teresa di Riva ci sono 8000 contatori dell’acqua e quasi 10 mila contatori Enel: secondo l’ufficio tributi, qualcuno fa il furbo.

Stanare che si nasconde al fisco consentirà ai contribuenti virtuosi delle utenze domestiche di risparmiare almeno il 30 per cento sulla bolletta per l’igiene ambientale visto che la spesa annua di 1 milione di euro (1.072.433 per il 2013) verrebbe spalmata non su 3272 famiglie ma su 4.493 nuclei che porterebbe, appunto un risparmio del 27,50%. E se ai 1964 proprietari di immobili che risultano non residenti si aggiungeranno i 516 che non pagano la Tares, si ricaverebbero altri 150 mila euro.

Nel quinquennio il valore degli accertamenti su cui si applicano sanzioni e interessi è di 6 milioni e mezzo di euro, che scendono a quattro milioni e 300 mila euro se si ottiene il beneficio delle sanzioni agevolate se si paga entro 60 giorni l’intera somma. Cifre da capogiro, tutte da verificare alla prova dei fatti, ma che dimostrano ancora una volta come pagando tutti si pagherebbe di meno. Infatti non va dimenticato che il costo del servizio rifiuti grava per il cento per cento sui contribuenti iscritti a ruolo.

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