HomeCronacaRocchenere, ha ucciso a coltellate il figlio dell'amante: ridotta la pena

Rocchenere, ha ucciso a coltellate il figlio dell’amante: ridotta la pena

Rocchenere – La 1° Sezione della Corte d’Assise di Reggio Calabria,presieduta dal dott. Bruno Finocchiaro ha riformato la sentenza di condanna al qurantaseienne Salvatore Golfo, nativo di Savoca, che il 12 giugno 2009 ha ucciso a coltellate nella frazione Rocchenere di Pagliara il giovane ventiquattrenne Fausto Lauro Miorin, figlio della sua ex amante. La pena è stata ridotta di 10 anni rispetto ai 30 inflitta in 1° e 2° grado dai Giudici di Messina Quella dei Giudici reggini è la quarta sentenza emessa. Il Gup di Messina lo aveva condannato con il rito abbreviato a 30 anni di reclusione, pena confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina che aveva ravvisato nel delitto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, da cui era derivata una sanzione cosi’ elevata. Il difensore dell’imputato Avv. Giovanni Starrantino propose ricorso per Cassazione e la 1° Sezione del Supremo Collegio annullo’ parzialmente la sentenza, rinviando gli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria per un nuovo esame delle suddette aggravanti. Si è cosi’ celebrata l’udienza dinnanzi alla Corte reggina,dove il Procuratore Generale dott. Adornato e il difensore di parte civile avv. Vincenzo Iofrida, del Foro di Catania, hanno chiesto la conferma della pena a 30 anni. L’avv. Giovanni Starrantino,con un intervento appassionato e articolato ha esaminato le fasi della vicenda, rilevando gli errori di valutazione dei precedenti Giudici. Ha illustrato che l’interruzione della relazione amorosa con la Calabro’ Beatrice aveva fatto perdere la testa a Salvatore Golfo che la sera del 12 giugno 2009 si era presentato sotto il balcone della donna solo per recuperare il rapporto con la ex amante. Ha trattato poi l’argomento delle aggravanti, rilevandone l’insussistenza sia in fatto che in diritto. Ha evidenziato che il reato doveva essere ritenuto delitto d’impeto, comunque omicidio semplice, e che lo stesso si maturo’ a 20 metri di distanza dalla casa della Calabro’, da dove il Mionin usci’ velocemente per aggredire il Golfo. Lo scontro pertanto è stato provocato e occasionato dal Miorin, per cui mancavano gli elementi strutturali della aggravante. Né poteva ravvisarsi quella della crudelta’, poiché i colpi di coltello inflitti al Miorin sono stati causati a seguito di una lite, senza afflizioni né patimenti per la vittima. La tesi difensiva è stata recepita dalla Corte, che dopo 3 ore di camera di consiglio ha riformato la pena , riducendola a 20 anni. Soddisfazione ovviamente per l’avv. Sarrantino e per il suo assistito Salvatore Golfo, ma a Rocchenere c’è molto dolore per la riduzione della pena al 46enne di Savoca, che in un momento d’impeto ha ucciso un giovane di 24 anni, che era sceso in strada per difendere la madre. Un atto eroico, un gesto di coraggio che gli costarono la morte.

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