Furci Siculo – E’ stato ripetutamente applaudito l’intervento della signora Marisa Grasso, la vedova dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, ucciso a Catania durante i tafferugli scoppiati fuori dallo stadio Massimino, dopo l’incontro di calcio Catania Palermo. Un intervento che ha commosso il numeroso pubblico presente e soprattutto i giovani studenti che hanno partecipato al dibattito. Durante la manifestazione, che ha avuto per tema “Mettiamo fuorigioco la violenza” sono intervenuti anche il giornalista Crisostomo Lo Presti presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana sezione di Messina, il dirigente scolastico Antonio Crisafulli e mons. Giò Tavilla titolare della parrocchia Maria SS. Del Rosario e consulente ecclesiastico dell’Ucsi. La signora Grasso ha esortato i giovani a non cadere nella trappola della violenza, a restare fuori dalla guerriglia urbana che alimenta i supporter del calcio. Ed ha pure indicato che questo malessere che alimenta i giovani allo stadio durante le partite di calcio è sintomo di un dilagante disagio sociale. Marisa Grasso ha parlato anche del marito Filippo Raciti e della “violenza” che subiva la domenica allo stadio da parte dei supporter della curva nord del Catania. “Una volta, ha detto, lo hanno colpito più volte con palloncini riempiti di urine”. Vergognoso.


