S.Teresa di Riva – Dall’avv. Francesco Currò riceviamo: “Sentendo forte il dovere morale di liberare S. Teresa di Riva dal suo sedicente liberatore, defluito con le acque non salvifiche del Nisi e materializzatosi nelle forme di un Gheddafi di periferia, si invitano i cittadini, invece che ai comizi elettorali, a delle veglie di preghiera nella chiesa di Porto Salvo affinché la Madonna ci protegga dall’uragano Katrina e, invece che a cena da Morabito, all’Eucaristia, al Sacramento della Comunione in cui si rinnova l’offerta del sacrificio della Croce sotto la specie di pane e vino, cioè corpo e sangue di Cristo. Si incitano Alberto e Carlo, i sindaci degli ultimi dieci anni che non sono stati sfiorati neanche dall’ombra di una indagine giudiziaria, giusta o sbagliata che fosse, a tenere alto il prestigio culturale di S. Teresa di Riva, sede di Liceo Classico da 70 anni e di Pretura da più di un secolo, e della sua luminosa classe dirigente forgiata in quelle aule, conseguendo maggioranza e opposizione. Si suggerisce a quei giovani-vecchi traviati dal consumismo senza valori a trasferirsi loro nelle valli del Nisi”.
Avv. C. Francesco Currò
Già candidato Sindaco di Rifondazione Comunista


