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martedì, Febbraio 24, 2026
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Furci Siculo: Riceviamo da mons. Tavilla (e … precisiamo)

Furci Siculo – Dal titolare della parrocchia Madonna del Rosario di Furci, mons. Giò Tavilla, riceviamo: “ Un cammino ininterrotto, ricco di impegno, di attese e speranze condivise, che sa guardare oltre nella concretezza dei gesti, trasparenza della carità di Cristo. L’Associazione Oasi S. Antonio – continuando il suo impegno che la lega indissolubilmente alla struttura parrocchiale dell’Oasi S. Antonio e fedele alla sua vocazione di carità – si ritrova insieme in occasione dell’Assemblea dei Soci giovedì 22 marzo alle ore 18.30 – subito dopo la celebrazione della S. Messa – presso la sala del cinema “S. Luigi” nei locali della parrocchia. Un momento che l’Associazione intende vivere con tutti i soci, in un confronto di idee e definizione di progetti condivisi con l’intera collettività furcese e a loro beneficio, particolarmente verso i nostri fratelli anziani. L’Associazione, espressione di carità, si rivela proposta concreta di una fede che si incarna particolarmente nel sociale, guardando alle fasce più bisognose di attenzione della nostra società. In questa occasione, si rinnova la possibilità dell’aggregazione di nuovi soci che condividano l’ideale di impegno e di carità a favore dell’Oasi S. Antonio e l’offerta dei servizi propri legati alla natura dell’Associazione. Un ringraziamento sin da ora agli organi locali di stampa – che si invitano a partecipare – per la diffusione della notizia e al sostegno affettuoso della nostra gente”.

Questo il comunicato. Ci corre l’obbligo ricordare a mons. Giò, persona corretta ed onestissima che tanto sta facendo per il popolo di Furci, che lo spirito dell’associazione “Oasi di S.Antonio” che “gestisce” la struttura parrocchiale “Oasi S.Antonio” non è quello voluto dalla buonanima di padre Donsì. Perché se si decanta che la struttura è stata concepita “a beneficio dei nostri fratelli anziani” e che l’associazione è “espressione di carità” e guarda “alle fasce più bisognose di attenzione della nostra società”, dall’altro lato si sminuisce il pensiero di padre Donsì, che aveva concepito l’opera a beneficio dei fratelli anziani di Furci, dei pescatori, degli emarginati. Ma questa sua volontà sembra che sia stata tradita, perché un pescatore di Furci, un povero, un emarginato di Furci non ha 1200 euro per pagare la retta mensile per il ricovera alla Casa albergo “Oasi S.Antonio”. Ed allora che si fa? Lo spieghi per favore alle centinaia di persone che per anni hanno messo mattone su mattone, pagando fior di quattrini. Lo spieghi ai cittadini, ai pescatori, ai poveri di Furci che hanno creduto nella missione di padre Donsì e che adesso si vedono esclusi da questo progetto, Lo dica alle tante famiglie (come i Metauro) che di mattoni ne hanno messi a camion . L’Oasi S.Antonio aveva un obiettivo ben preciso: prima aiutare i poveri ed i bisognosi di Furci e poi (letti permettendo) gli emarginati degli altri comuni. Di quel progetto, oggi, non è rimasta traccia.

Con stima Pino Prestia

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