Roccalumera – In contrada Carrubbara, al confine tra i comuni di Pagliara e Roccalumera, dovrebbe sorgere una discarica destinata alla raccolta dei rifiuti speciali non pericolosi (amianto, zingo, ferro, olio bruciato, materiale di scarto delle raffinerie, ecc.)provenienti da tutta la Sicilia. Il progetto è di “Tirreno Ambiente” e sembra che goda dei consensi delle autorità regionali. Però, sia il sindaco di Pagliara rag. Santino Di Bella, sia il primo cittadino di Roccalumera, avv. Gianni Miasi, si sono dichiarati contrari a questa iniziativa. “Prima di tutto devo difendere la salute dei miei cittadini, ha detto il sindaco di Pagliara, perché non mi sembra vero che l’amianto, anche se incementato, non arrechi danno alla salute. Prima analizzerò con i tecnici la fattibilità dell’opera e poi daremo una risposta”. Dello stesso avviso è il sindaco di Roccalumera, che ha parlato di “assalto al territorio” e di un “attacco alla salute dei cittadini”. Inoltre Miasi ha dichiarato: “Per martedi è stata indetta una riunione straordinaria del consiglio comunale, che si terrà nell’antica Filanda e che sarà aperta a tutti i cittadini e a tutte le forze politiche della zona”. Poi Miasi ha alzato il tiro: “Non consentirò mai che Roccalumera venga trasformata come cloaca della Sicilia, né che sia sede di stoccaggio dei veleni”. La zona Carrubbara, dove la Tirreno Ambiente intende realizzare il sito, sorge in faccia al cimitero di Roccalumera e, in linea d’aria, a meno di un chilometro dal centro abitato e dalla Statale 114 Messina Catania. Cioè, non si tratta di una zona in aperta campagna, ma di una località frequentata giornalmente da persone che vanno al cimitero, per portare fiori ai loro defunti, o a coltivare le loro campagne. Il problema è serio. Da un lato Tirreno Ambiente e le autorità regionali competenti hanno progettato la costruzione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in contrada Carrubbara, tra Roccalumera e Pagliara, dall’altro lato i sindaci di questi due comuni si oppongono con tutte le forze per la realizzazione dell’opera. Anche i cittadini dei due centri jonici si sono dichiarati contrari, tant’è che alzerebbero anche delle barricate per non far passare i mezzi pesanti carichi di “veleni”. Ancora non è stato scritto nero su bianco, ma la “guerra” è già iniziata.


