"Il mondo che finisce" - di Gianni Miasi

"Il mondo che finisce" - di Gianni Miasi

 A Colleferro, vicino Roma, un ragazzo di 20 anni, di nome Willy Montero, è stato ucciso in modo barbaro da balordi delinquenti che, forti del fatto di frequentare palestre in cui si praticano sport estremi, lo hanno letteralmente massacrato.

Ancora una volta la reazione dello Stato si è limitata alla fase puramente repressiva nel senso che gli assassini sono stati, giustamente, incarcerati ma non ha fatto nulla a livello preventivo come in mille altre occasioni.

Assistiamo al lento, progressivo, disfacimento della società, cosidetta civile, nella quale, per un malcelato buonismo è pressocchè consentito di tutto e di più senza alcun freno.

Chiunque si ritiene autorizzato a vomitare sul web tutto l’odio di cui è capace e lo Stato assiste immoto a tutto ciò perché alcuni idioti, travestiti da intellettuali, hanno stabilito che nella società moderna non deve esistere la censura: ciascuno può dire e fare quello che vuole senza alcun freno.

Per non parlare del politicamente corretto: non è più consentito dire cieco ma ipovedente, non più sordo ma ipoudente, non portatore di handicap ma diversamente abile: così la ipocrisia è a posto salvo lasciare tutti i deboli, i fragili, gli anziani, alla deriva, senza assistenza o quasi, in balìa della carità delle associazioni di volontariato.

La società, così come l’abbiamo vista nel recente passato, è in agonia, in preda ad una profondissima crisi di valori con una corruzione di costumi e giudiziaria che non ha uguali nel passato.

Ciò che accade sotto i nostri occhi, è tipico delle civiltà al tramonto.

Nessuna regola certa, tutto è concesso a tutti e giacchè la gente meno dotata di denaro, competenza, padronanza tecnica non ha voce in capitolo e può solamente dare sfogo al proprio odio, sono le classi agiate, per denaro e competenze, che possono permettersi di fare e die ciò che vogliono.

Questo sistema è funzionale alle classi dominanti che, da un lato drogano il popolo con svaghi, programmi televisivi che istupidiscono, numeri mirabolanti e dall’altro hanno costruito una società a loro uso e consumo nella quale il denaro è l’unico metro di paragone e di riferimento: più ne hai più conti.

Quegli sprovveduti che, di anno in anno, si succedono al governo, facendo finta di governare, in realtà ubbidendo ai padroni del vapore, ossia alle grandi concentrazioni economiche e finanziarie, per un breve istante, o anno, si beano della visibilità, non del potere, che hanno e questo a loro basta, altri penseranno a dettare loro le regole da porre in atto.

Stiamo assistendo ad una selvaggia ristrutturazione del capitalismo mondiale la cui prima conseguenza è la distruzione del ceto medio: artigiani, commercianti, professionisti, ingegneri, medici avvocati etc. saranno ridotti a semplici impiegati come il resto della popolazione.

Il governo sarà in mano a pochissimi oligarchi, ricchi a dismisura, che si avvarrano per mettere

in atto le loro nefandezze dei giovani emergenti bravi, intelligenti e molto dotati intellettualmente che saranno trasformati, con buona remunerazione, in cani da guardia dell’immenso gregge rappresentato da una popolazione con un unico reddito di sopravvivenza.

Non dobbiamo meravigliarci, poi, se gli episodi di violenza, come quello di Colleferro aumentano: al di la della violenza bestiale sono il segnale di una società che non ha saputo darsi dei correttivi e nell’illusione che permettere tutto a tutti sia la libertà, ci sta conducendo tutti alla schiavitù. 

(Gianni MIASI)

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