I sindaci raggiunti da un avviso di garanzia per non aver abbattuto la passerella tra Furci e Roccalumera, hanno detto: "l''Anas l'ha costruita e l'Anas la deve smantellare"

I sindaci raggiunti da un avviso di garanzia per non aver abbattuto la passerella tra Furci e Roccalumera, hanno detto: "l''Anas l'ha costruita e l'Anas la deve smantellare"

Furci Siculo - Cinque sindaci, due in sella e tre ex, sono stati raggiunti da avviso di garanzia  per non aver demolito la via di fuga sul torrente Pagliara, consentendo il transito  nei tre mesi estivi, quando cioè la circolazione sulla Statale 114 Messina Catania veniva giornalmente stoppata  da lunghi e snervanti ingorghi. Per tutti i sindaci ed ex, intervistati dalla Gazzetta del Sud,  il primo giudizio corale è stato “La competenza di smantellare  la passerella sul torrente Pagliara non era dei due Comuni,  ma dell’Anas che l’ha costruita”.  In particolare i sindaci hanno dichiarato che tutto è stato fatto grazie al bene stare dell’assessorato alle Infrastrutture che ha convocato a Palermo una conferenza di servizi e in quella occasione ha delegato i sindaci dei rispettivi Comuni a curarsi della pulizia, della manutenzione e dell’apertura della passerella nei mesi estivi.  Per Gianni Miasi, sindaco dal 2003 al 2013, c’è stupore in questo provvedimento: “Come potevo demolire – ha dichiarato -  un’opera che non ho realizzato io. E poi, per smantellare la passerella ci volevano migliaia di euro che i due Comuni non avevano”.  Bruno Parisi, sindaco  dal 2008 al 2013, ha evidenziato invece che “l’apertura della passerella nel periodo estivo, da luglio a settembre, non costituiva pericolo.

Per questo ho firmato con l’allora sindaco di Roccalumera Gianni Miasi l’ordinanza di riapertura. Adesso sento che sono stati finanziati oltre sette milioni di euro per la costruzione di un ponte stabile. Secondo me spreco di denaro. Converrebbe lasciare la passerella che non costituisce pericolo e con quella somma realizzare un porto canale a Furci verde”.  Per l’ex Sebastiano Foti, sindaco dal 2013 al 2018, “la via di fuga non si poteva demolire  perché l’Anas l’ha costruita e l’Anas la doveva smantellare. Per quanto riguarda la gestione della passerella, durante una conferenza di servizi a Palermo, il sindaco di Furci e di Roccalumnera sono stati autorizzati alla manutenzione  pulizia del torrente e l’apertura nei mesi estivi. A parte che per demolire la via di fuga occorrevano oltre duecentomila euro che i Comuni non avevano”. Matteo Francilia è sindaco da qualche anno e nel corso dell’intervista ha precisato che “la vicenda ha origine tantissimi anni fa, periodo in cui non ero amministratore del comune di Furci Siculo, considerato il fatto che il sottoscritto  è stato eletto sindaco a metà giugno del 2018. Tutta la vicenda è attualmente in fase di indagine preliminare quindi ritengo sia giusto non esprimere giudizi in merito”. Ha chiuso la nostra carrellata di interviste l’attuale sindaco di Roccalumera, Gaetano Argiroffi: “Ho grande rispetto del lavoro dei Giudici  - ha dichiarato - e sono pronto a far valere nei luoghi deputati le mie ragioni e la mia difesa. Ma alcune puntualizzazioni li devo fare. La passerella sul torrente Pagliara è una struttura che ho trovato. Sul suo uso mi sento di dire che è ed è stata un'opera pubblica utile per la collettività. O meglio dire necessaria per decongestionare il traffico veicolare. Specialmente in estate con popolazione quadruplicata. A questo si aggiunga che la passerella è stata utilizzata solo in estate, quando le piogge non esistono e il torrente è asciutto. Inoltre detta struttura ha una morfologia a molla, abbassata al centro,  che consente alle acque in caso di piena torrentizia di scavalcarla , inidonea quindi a fungere da tappo. Da ultimo, l'invasione del centro abitato di furci occorsa nell'autunno del 2014 e' dipesa da un varco nel torrente aperto a monte in una zona lontanissima da dove insiste la passerella in questione. Senza polemizzare voglio far notare che analoghe strutture di recente sono state autorizzate dal Genio civile nel torrente Nisi ed in quello D'Agro' ". Due pesi e due misure? C’è solo da dire che i cinque sindaci ed ex sono fiduciosi e tranquilli per avere agito nell’interesse della collettività e su indicazione dell’assessorato regionale competente. (Nella foto Argiroffi, Miasi, Foti, Parisi e Francilia) 

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