Iniziativa del Parco Letterario - In futuro il Comune potrebbe chiamarsi ROCCALUMERA - QUASIMODO

Iniziativa del Parco Letterario - In futuro il Comune potrebbe chiamarsi ROCCALUMERA - QUASIMODO

 

Roccalumera - La proposta è stata lanciata dal Parco Letterario ed i cittadini ne sono entusiasti. La proposta è quella di riuscire in un prossimo futuro, e dopo le dovute autorizzazioni, di inserire il nome del Nobel per la Letteratura  in quello del paese. Cioè sulla segnaletica verticale dovrebbe comparire il nome del comune di Roccalumera e sotto Quasimodo.

“Il poeta è stato battezzato a proprio quì  l’11 settembre 1901 – ha dichiarato Sergio Mastroeni che insieme al fratello Carlo gestisce il Parco Letterario Salvatore Quasimodo – ed è vissuto da giovane, ed anche una volta sposato, col papà, in un modesto appartamento di via Umberto I. Le sue radici sono in questo Comune, dove poeticamente si è costruito e dove ha frequentato, spostandosi col treno a Messina altri letterati del tempo. Anche quando è andato a Milano non ha mai dimenticato il suo paese d’origine tanto che d’estate veniva a stare con padre per godersi il sole e farsi i bagni “guardando il mare dalla spiaggia di Roccalumera” come ha scritto in una poesia.” Ma anche tra la cittadinanza c’è particolare compiacimento per questa iniziativa. “Il progetto è interessante – ha dichiarata la signora Teresa Brancato -  e gratificherebbe tutto il paese. D’altronde così facendo  il Nobel, che ha fatto la storia poetica e letteraria del Paese, non sarà dimenticato. L’iniziativa di associare il comune di Roccalumera a Quasimodo farebbe solo piacere alla cittadinanza e darebbe più prestigio al nostro paese”. Certamente la pratica sarà lunga e non è sicuro che andrà in porto. Però i fratelli Sergio e Carlo Mastroeni stanno tentando questa carta, perché il Parco Letterario Salvatore Quasimodo è conosciuto a livello nazionale ed europeo, che è meta quotidiana di gruppi e associazioni, studenti e studiosi della poetica quasimodiana. E poi Roccalumera è stato il paese dove il Nobel è stato battezzato, ha mosso i primi passi letterari, dove è vissuto con papà, un vecchio capostazione andato in pensione e dove ha composto diverse liriche, tra cui  “vicino ad una torre saracena per il fratello morto”.

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